Italia-Belgio, Mancini cerca riscatto in Nations League · Risoluto
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Italia-Belgio all'Olimpico, Mancini cerca riscatto in Nations League

Di ItalPress
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Roberto Mancini, ct della Nazionale italiana, allo stadio Olimpico di Roma per il debutto in Nations League contro il Belgio

Roberto Mancini ha le idee chiare. Alla vigilia del debutto stagionale della Nazionale all'Olimpico contro il Belgio, il commissario tecnico ha fissato l'obiettivo minimo della Nations League: raggiungere la finale, dopo due terzi posti consecutivi, e riconquistare la fiducia dei tifosi azzurri, sempre più disillusi dopo anni di delusioni. La partita di Roma non è una semplice amichevole di settembre, ma il primo passo di un percorso che deve riscattare un movimento in profonda crisi tecnica e politica.

La Figc tra instabilità e battaglie politiche

La crisi del calcio italiano è ormai cronica. Alle tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali si aggiunge l'incertezza sulla stabilità della Figc, il cui assetto è messo in discussione dalle tensioni politiche attorno al presidente Giovanni Malagò. Questo scenario ha abituato i giocatori a convivere con la mediocrità, una sorta di cortina autoassolutoria che attenua il senso di responsabilità. Per spezzare questo circolo vizioso, la federazione ha richiamato Roberto Mancini, l'ultimo ct capace di vincere un titolo, l'Europeo del 2021. Il tecnico, motivato dal desiderio di farsi perdonare per il divorzio del 2023 e per la ricca avventura in Arabia Saudita, punta a costruire una squadra divertente, che valorizzi il talento e il gioco vivace, senza paura di rischiare la verticalizzazione, il dribbling o il tiro impossibile.

Giovani e veterani, la ricetta per il riscatto

L'idea di Mancini è che la gioventù, con la sua incoscienza, possa portare spensieratezza e togliere la zavorra della paura di deludere. Romano, Cambiaghi e Coppola sono candidati a un ruolo da titolari, mentre Daniel Maldini sembra partire sfavorito nel ballottaggio per la fascia sinistra. Sono proprio i giovani a incarnare il prototipo del calciatore rampante, immune dal senso di colpa per le mancate qualificazioni mondiali. Tuttavia, il teorema è solo in parte condivisibile, perché sono i veterani – i campioni d'Europa come Donnarumma, Di Lorenzo e Barella, insieme a Gianluca Mancini, Calafiori, Tonali e Kean – a dover mostrare la strada e a sentire l'ansia del riscatto, soprattutto dopo la finale dei play-off persa ai rigori con la Bosnia. La Nations League e l'Europeo sono già stati il laboratorio ideale per Mancini nel 2021, ma stavolta le premesse sono più complicate.

Un girone scivoloso con avversarie temibili

Il girone della Lega A, dalla quale l'Italia non è mai retrocessa, è particolarmente insidioso. La Turchia di Montella è apparentemente la più debole, ma agli Europei del 2024 ha fatto meglio degli azzurri e ha partecipato al Mondiale estivo, uscendo subito. La Francia del neo ct Zidane è caduta in semifinale con la Spagna futura campionessa, ma secondo Frattesi potrebbe vincere il Mondiale anche con la terza squadra. Il Belgio, guidato dall'ex milanista Van Bommel, è da anni ai vertici del ranking Fifa e ai quarti in America ha messo in difficoltà la Spagna più di chiunque altro, venendo eliminato da una papera del portiere Lammers, sostituto di Courtois. A Roma, Lammers ha l'occasione per ottenere indulgenza plenaria.

Un duello ricco di ex giocatori della Serie A

Un dato curioso arricchisce la sfida. Il Belgio è pieno di giocatori della Serie A, attuali o passati. Attorno al leader De Bruyne, centrocampista del Napoli, ci sono l'ex napoletano Lukaku, l'ex juventino Openda, l'ex atalantino Castagne e sei giocatori del campionato italiano: i milanisti De Winter e Moreira, Theate del Bologna, Keita del Parma e De Ketelaere dell'Atalanta. L'Italia, invece, è particolarmente 'straniera': ben 9 sui 34 convocati giocano all'estero, mentre la squadra più rappresentata è l'Atalanta con 4 giocatori. Cagliari, Bologna e Como hanno lo stesso numero di convocati di Inter, Roma e Napoli (2), più della Juventus, rappresentata solo dal portiere di riserva Vicario, e del Milan, assente in modo malinconico. Più che un segno dei tempi, questo mosaico è un ulteriore ostacolo per Mancini, costretto ad assemblare in soli due giorni, con pochissimi allenamenti, una formazione senza il necessario affiatamento.

La partita con il Belgio è dunque molto più di un esordio stagionale. È il banco di prova per capire se l'Italia di Mancini può davvero rialzarsi e ricominciare a sognare. I tifosi, delusi ma ancora innamorati, aspettano una risposta.

Fonte: https://www.italpress.com/grandi-ritorni-e-crisi-profonde-italia-belgio-vale-tanto

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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