La Corte di Appello di Palermo ha condannato il ministero dell'Econonia a corrispondere un risarcimento per ingiusta detenzione di 73.813 euro a Bichara Ibrahim Tijani, di 39 anni, del Sudan. E' rimasto in carcere 313 giorni, accusato di minacce, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Era accusato assieme a un altro migrante di essersi scagliato contro alcuni componenti dell'equipaggio del rimorchiatore battente bandiera italiana Vos Thalassa che li aveva soccorsi. Prima l'assoluzione definitiva e adesso il risarcimento.
Bichara Ibrahim Tijani è sbarcato nel 2017 al porto di Trapani dalla nave Diciotti con altri 67 migranti, trasbordati da un rimorchiatore che li aveva soccorsi vicino a una piattaforma petrolifera al largo delle coste libiche. E' uno dei due che l’allora ministero dell’Interno Matteo Salvini avrebbe voluto vedere "scendere in manette" dalla nave.
A suo carico e di un altro migrante, di nazionalità ghanese, poi assolto, era scattato l’arresto perchè venivano accusati di essersi scagliati contro alcuni componenti dell'equipaggio del rimorchiatore.
Il Tribunale di Trapani li aveva assolti al termine del processo, celebrato con il rito abbreviato, perché il fatto non costituisce reato. In appello la sentenza era stata riformata e il sudanese e il coimputato condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione e 52 mila euro di multa. Impugnazione della difesa e sentenza della Cassazione, senza rinvio, con assoluzione degli imputati perchè il fatto non sussiste.
Bichara Ibrahim Tijani, intanto, ha ottenuto la cittadinanza italiana ed è rimasto in provincia di Trapani, a Campobello di Mazara, dove lavora presso un’azienda agricola.
E' stato assistito dall'avvocato Francesco Di Giovanna (nella foto) sia nel processo che nella richiesta di risarcimento e per l'ottenimento della cittadinanza italiana. L'avvocato Di Giovanna ha assistito anche l'altro migrante assolto.
"I due non volevano andare in Libia che non era un porto sicuro per loro e temevano per la loro vita”, afferma il penalista margheritese.