Osvaldo Bagnoli, l'uomo che trasformò l'impossibile in realtà, si è spento oggi all'ospedale Borgo Roma di Verona all'età di 91 anni. Con la sua scomparsa, il calcio italiano perde una delle figure più iconiche e innovative, colui che guidò l'Hellas Verona alla conquista del tricolore nella stagione 1984-85, infrangendo il dominio delle grandi squadre del nord. Nato a Bovisa, quartiere milanese, il 3 luglio 1935, Bagnoli aveva festeggiato il suo compleanno solo due settimane fa, prima di essere ricoverato nei giorni scorsi. La notizia ha scosso il mondo sportivo, con il Verona che lo ha ricordato come una "leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano".
La carriera da calciatore tra Milan e Verona
Prima di diventare il "mago della Bovisa", Osvaldo Bagnoli calcò i campi da gioco come calciatore. Muove i primi passi nel settore giovanile del Milan, con cui debutta in Serie A, per poi vestire le maglie di Verona, Udinese, Catanzaro, Spal e Verbania. Non furono stagioni da protagonista assoluto, ma esperienze che gli fornirono la conoscenza profonda del calcio, fondamentale per la successiva carriera in panchina.
Dalla Serie C al miracolo Verona
Nel 1973 Bagnoli inizia ad allenare, partendo dalla Solbiatese in Serie C. Dopo una breve e sfortunata esperienza al Como in Serie A, prosegue nelle serie inferiori con Rimini, Fano e Cesena. La svolta arriva nel 1981 quando viene chiamato dall'Hellas Verona. In due anni conquista la promozione in Serie A vincendo il campionato di Serie B, poi costruisce il "miracolo": quarto posto al primo anno, ottavo il secondo, e infine lo scudetto del 12 maggio 1985, vinto con un pareggio a Bergamo contro l'Atalanta. Un'impresa paragonabile solo al Leicester di Ranieri trentuno anni dopo, che portò il tricolore in una città di provincia.
L'addio al Verona e le esperienze con Genoa e Inter
Dopo anni di successi, Bagnoli lasciò l'Hellas nel 1990, dopo una retrocessione. Passò quindi al Genoa, dove ottenne un quarto e un quattordicesimo posto. Nel 1991 fu chiamato dall'Inter, portandola al secondo posto nella prima stagione, ma venne esonerato alla ventiduesima giornata del campionato successivo. Quella fu la sua ultima panchina. Nel 2017 fu inserito nella Hall of Fame del calcio italiano e un anno dopo nominato presidente onorario dell'Hellas Verona.
La scomparsa di Osvaldo Bagnoli lascia un vuoto incolmabile. La sua eredità va oltre i trofei: è la dimostrazione che, con intelligenza e cuore, anche una piccola squadra di provincia può scrivere pagine indelebili della storia del calcio.
Fonte: https://www.italpress.com/addio-osvaldo-bagnoli-morto-a-91-anni