Il ciclismo mondiale si prepara a vivere un'estate di fuoco con il grande ritorno di Tadej Pogacar alla Vuelta a Espana. Lo sloveno, fresco vincitore del suo quinto Tour de France, ha deciso di aggiungere la corsa spagnola al suo programma stagionale per tentare l'assalto a quella che sarebbe una storica doppietta Tour-Vuelta. Dopo sette anni dall'unica partecipazione, quando conquistò tre vittorie di tappa e un terzo posto in classifica generale, Pogacar vuole ora vestire la maglia rossa di leader a Madrid.
Il sogno della doppietta e il contratto con l'UAE Team Emirates
Il campione del mondo in carica non ha mai nascosto il desiderio di vincere tutti e tre i Grandi Giri e con la Vuelta manca solo l'ultimo tassello. La sua presenza in Spagna rappresenta una notizia sensazionale per gli appassionati, ma anche un rischio calcolato dopo le fatiche del Tour. La squadra emiratina, però, sembra aver organizzato tutto nei minimi dettagli per supportare il proprio capitano. Nelle prossime ore Pogacar incontrerà i vertici dell'UAE Team Emirates-XRG per discutere un prolungamento del contratto fino al 2031, con possibilità di estendere ulteriormente l'accordo. Questo dimostra la fiducia reciproca tra le parti e la volontà di costruire un progetto a lungo termine vincente.
Almeida e Vine al fianco dello sloveno per la classifica generale
Per affrontare le dure tappe spagnole, Pogacar potrà contare su due uomini chiave come Joao Almeida e Jay Vine. Il portoghese, già secondo al Giro d'Italia, sarà un gregario di lusso in montagna, mentre l'australiano, specialista delle cronometro e delle fughe, potrà rivelarsi decisivo nelle tappe più insidiose. La formazione dell'UAE si presenta come la squadra da battere, con una rosa profonda e motivata a dominare la corsa. La concorrenza, però, non mancherà e la Vuelta 2026 si preannuncia combattuta fino all'ultimo chilometro.
L'assenza di Vingegaard e il ruolo di Kuss e Roglic
Il grande assente della corsa sarà Jonas Vingegaard, che non ha recuperato dalla frattura alla clavicola rimediata in una caduta durante il Tour de France. Lo sloveno avrebbe voluto sfidare il suo storico rivale, ma ora dovrà guardare gli altri pretendenti al titolo. Sepp Kuss, vincitore a sorpresa nel 2023, proverà a difendere il titolo con la Visma, ma la squadra olandese sembra aver perso smalto rispetto al passato. Il vero avversario di Pogacar potrebbe essere Primoz Roglic, che ha già vinto quattro edizioni della Vuelta e che guiderà la Red Bull-BORA-hansgrohe. Lo sloveno ha dichiarato di non volersi mettere pressione, ma la sua esperienza e la sua determinazione lo rendono un pericolo concreto.
Un percorso che parte da Monaco e arriva a Granada senza Madrid
La Vuelta 2026 prenderà il via domani da Montecarlo con una cronometro individuale di 9,4 chilometri, subito seguita dalla lunga tappa Monaco-Manosque di 214 chilometri, che metterà alla prova i corridori fin da subito. Dopo le prime tre frazioni tra Principato e Francia, il gruppo si sposterà in Andorra per poi entrare in Spagna dalla quinta tappa. La corsa non si concluderà nella capitale, ma a Granada, domenica 13 settembre, con un arrivo che si preannuncia emozionante. Due giorni di riposo sono previsti per lunedì 31 agosto e 7 settembre, mentre la seconda e ultima cronometro individuale si disputerà nella 18esima tappa, da El Puerto de Santa Maria a Jerez de La Frontera. Un percorso vario e impegnativo che metterà in luce le qualità di tutti i big.
Pogacar ha dichiarato di voler correre la Vuelta da molto tempo e che quest'anno era il momento giusto per affrontare sia il Tour che la Vuelta, consapevole delle difficoltà e della presenza di ottimi corridori. La sua determinazione è chiara e gli appassionati non vedono l'ora di vederlo all'opera. Con una squadra forte e un percorso che si adatta alle sue caratteristiche, lo sloveno è il favorito numero uno, ma la strada per la storia è lunga e piena di insidie.