Emergenza idrica nell’Agrigentino, il Prefetto: “Le sette autobotti non sono un punto di arrivo” · Risoluto
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Emergenza idrica nell’Agrigentino, il Prefetto: “Le sette autobotti non sono un punto di arrivo”

Di Giovanna Venezia
Autobotte per il trasporto di acqua potabile durante l'emergenza idrica nell'Agrigentino

Nuovo finanziamento della Regione per l’Ati Agrigento.

I mezzi serviranno a potenziare il servizio sostitutivo, ma dalla Prefettura arriva un messaggio chiaro: “Bisogna continuare a lavorare sulle criticità del sistema”

Le sette nuove autobotti finanziate dalla Regione Siciliana rappresentano un passo avanti, ma non possono essere considerate la soluzione definitiva all’emergenza idrica nell’Agrigentino.

È questo il messaggio che arriva dalla Prefettura di Agrigento, al termine del percorso istituzionale che ha portato al finanziamento in favore dell’ATI Agrigento per l’acquisto dei mezzi destinati a rafforzare il servizio sostitutivo.

A mettere l’accento soprattutto su ciò che sarà necessario fare da qui in avanti è il Prefetto di Agrigento, che rivendica il lavoro svolto nei numerosi tavoli convocati in Prefettura, ma guarda già alle prossime sfide.

«L’acquisto delle sette autobotti costituisce un importante passo avanti, ma non può rappresentare un punto di arrivo», sottolinea il Prefetto. «È infatti necessario continuare a svolgere un lavoro costante e condiviso, mantenendo alta l’attenzione sulle criticità del sistema e mettendo in campo ogni iniziativa utile a garantire agli utenti un servizio adeguato».

È proprio sul futuro del servizio idrico che si concentra dunque l'attenzione della Prefettura. L'emergenza ha evidenziato le difficoltà di un sistema che, soprattutto nei periodi di maggiore sofferenza, ha visto crescere in maniera significativa la richiesta di approvvigionamento attraverso le autobotti.

Il potenziamento della flotta consentirà ad Aica, gestore del servizio idrico integrato, di aumentare la propria capacità operativa e di intervenire con maggiore tempestività nei Comuni e nelle comunità più colpite dalle difficoltà di approvvigionamento.

Ma il tema, per la Prefettura, resta più ampio.

Le autobotti sono infatti uno strumento necessario per affrontare l'emergenza e assicurare l'acqua agli utenti, ma la prospettiva deve essere quella di continuare a intervenire sulle criticità strutturali del sistema.

Il finanziamento regionale è arrivato dopo una serie di incontri istituzionali durante i quali sono state messe a fuoco le esigenze del territorio e le difficoltà legate alla distribuzione della risorsa idrica. Un percorso che ha coinvolto i diversi soggetti istituzionali e gestionali chiamati a fronteggiare l'emergenza.

«Il risultato raggiunto è il frutto di un lavoro istituzionale portato avanti con determinazione e continuità attraverso i numerosi incontri e tavoli convocati in Prefettura», evidenzia il Prefetto.

«È stato fondamentale mantenere costante il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, rappresentando le esigenze concrete del territorio e ricercando soluzioni condivise».

Ora, però, si apre una nuova fase. Le sette autobotti dovranno tradursi in una maggiore capacità di risposta alle richieste dei cittadini, mentre resta la necessità di mantenere alta l'attenzione sull'intero sistema di approvvigionamento e distribuzione.

Per l'Agrigentino, dunque, il finanziamento non chiude la partita dell'emergenza idrica. Al contrario, dalle parole del Prefetto emerge la necessità di proseguire lungo la strada della collaborazione istituzionale, con l'obiettivo di individuare ulteriori interventi capaci di rendere il servizio più efficiente e soprattutto più adeguato alle esigenze di un territorio che continua a fare i conti con la scarsità d'acqua.

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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