Ex Ilva, Corte Appello Milano conferma stop altiforni · Risoluto
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Ex Ilva, la Corte d'Appello di Milano rigetta il ricorso e conferma lo spegnimento degli altiforni

Di ItalPress
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Veduta degli altiforni dell'ex Ilva di Taranto, simbolo della disputa legale sulla loro chiusura

La Corte d'Appello di Milano, sezione imprese, ha respinto per la seconda volta la richiesta di sospensione del decreto che impone lo spegnimento dell'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto. La decisione, comunicata nelle scorse ore, conferma quanto già stabilito l'11 settembre scorso, quando i giudici avevano validato la misura cautelare. Le società Ilva e Acciaierie d'Italia, entrambe sottoposte ad amministrazione straordinaria, avevano presentato un nuovo ricorso per ottenere la revoca del provvedimento emanato lo scorso luglio. Secondo la Corte, la tutela del diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori riveste un carattere prevalente rispetto alle esigenze produttive.

Il provvedimento di luglio e la doppia pronuncia della Corte

Il decreto contestato risale allo scorso luglio e disponeva la chiusura degli altiforni dell'impianto pugliese, uno dei più grandi complessi siderurgici d'Europa. La misura era stata adottata in seguito a una serie di rilevazioni che evidenziavano gravi criticità ambientali e sanitarie nell'area circostante. Dopo il primo ricorso respinto a settembre, le società avevano tentato una nuova strada legale, ma la sezione imprese del tribunale meneghino ha ribadito la validità del provvedimento. La motivazione ruota attorno al bilanciamento tra interessi economici e diritto alla salute, quest'ultimo considerato non comprimibile.

La vicenda dell'ex Ilva di Taranto si trascina da anni e coinvolge migliaia di lavoratori, l'indotto e l'intera comunità locale. Le amministrazioni straordinarie avevano argomentato che lo spegnimento avrebbe causato danni irreparabili alla produzione e all'occupazione, ma i giudici hanno ritenuto che le ragioni della salute pubblica non possano essere subordinate a logiche industriali. La decisione odierna rappresenta un ulteriore tassello in un percorso giudiziario complesso, che vede contrapposti interessi economici e diritti fondamentali.

Le reazioni e le prospettive future

La notizia ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, le associazioni ambientaliste e i comitati cittadini hanno espresso soddisfazione per la conferma dello spegnimento, sottolineando come la salute dei residenti sia stata per troppo tempo sacrificata. Dall'altro, i sindacati e le rappresentanze dei lavoratori manifestano preoccupazione per il futuro occupazionale dello stabilimento. La partita, tuttavia, non è ancora chiusa. Le società potrebbero valutare ulteriori ricorsi in Cassazione, anche se la doppia pronuncia conforme della Corte d'Appello rende più difficile una inversione di tendenza.

Il caso ex Ilva resta un simbolo delle difficoltà del settore siderurgico italiano e della necessità di trovare un equilibrio tra sviluppo industriale e tutela ambientale. La Corte d'Appello di Milano, con questa decisione, ha inviato un messaggio chiaro: quando la salute è in gioco, le ragioni della produzione non possono prevalere. Ora la palla passa al governo e alle parti sociali, chiamati a individuare soluzioni alternative per garantire occupazione e riqualificazione del sito. Nel frattempo, gli altiforni restano spenti, in attesa di sviluppi legislativi o di nuove iniziative imprenditoriali che possano rilanciare l'area in modo sostenibile. La sentenza odierna conferma un orientamento giurisprudenziale che pone i diritti fondamentali al di sopra degli interessi economici, aprendo scenari inediti per il futuro dell'ex Ilva e per la politica industriale del Paese.

Fonte: https://www.italpress.com/ex-ilva-la-corte-appello-di-milano-conferma-il-blocco-degli-altiforni

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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