Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato a Milano i familiari delle vittime dell'incidente aereo avvenuto all'aeroporto di Linate l'8 ottobre 2001. L'incontro si è svolto in una sala dello scalo milanese, dove il capo dello Stato è stato accolto da Adele Pesapane, presidente del Comitato 8 ottobre, l'associazione che da anni si batte per mantenere viva la memoria della tragedia e per ottenere verità e giustizia.
Il dolore che non si estingue e la scelta di trasformarlo in impegno
Nel corso di un breve intervento, Mattarella ha affrontato il tema del lutto e della sua elaborazione collettiva. "Il dolore non si estingue e non si attenua, è impossibile che questo avvenga. Ma si può tradurre in modi diversi: non solo i 118 alberi piantati, ma anche le borse di studio per permettere e incoraggiare lo studio dei giovani. Questi impegni hanno accompagnato il vostro impegno per avere verità e giustizia", ha dichiarato il presidente. Le sue parole hanno toccato due dimensioni fondamentali: da un lato la necessità di conservare e curare il ricordo, dall'altro la volontà di riversare il dolore in un impegno concreto per il futuro, affinché tragedie simili non si ripetano.
Il riferimento ai 118 alberi e alle borse di studio non è casuale. Si tratta di iniziative promosse dal Comitato 8 ottobre e sostenute dalle istituzioni per dare un senso costruttivo alla memoria delle 118 vittime. Mattarella ha sottolineato che questo "riversare sul futuro il dolore in maniera positiva è una scelta non facile, di grande valore". Un concetto che richiama la responsabilità civile e morale di non lasciare che l'indifferenza o la rassegnazione prevalgano.
La vicinanza autentica delle istituzioni e il valore della memoria condivisa
Il capo dello Stato ha poi aggiunto che la sua presenza all'anniversario non è solo un atto dovuto, ma rappresenta un tentativo di esprimere una vicinanza autentica e personale. "Per me essere qui in questo anniversario è non soltanto un'espressione doverosa, ma è anche cercare di fare comprendere la vera vicinanza, autentica, sentita, personale anche, per quello che è avvenuto, per il dolore che rimane, per l'impegno che avete coltivato in questi anni comunque per il futuro", ha concluso. Parole che assumono un peso particolare in un contesto in cui le vittime e i loro familiari hanno spesso lamentato la lentezza della giustizia e la fatica di ottenere risposte complete.
La strage di Linate, causata da un errore umano e da carenze nelle procedure di sicurezza aeroportuale, rimane uno dei più gravi disastri aerei della storia italiana. Il processo ha portato a condanne, ma il dolore e la richiesta di verità non si sono mai sopiti. L'incontro con Mattarella rappresenta un momento di riconoscimento istituzionale che va oltre le cerimonie ufficiali, configurandosi come un atto di ascolto e di condivisione.
Un impegno che guarda al futuro attraverso studio e giovani
Le borse di studio menzionate dal presidente sono uno strumento concreto per onorare la memoria delle vittime. Investire nell'istruzione e nella formazione delle nuove generazioni significa costruire una società più consapevole e attenta alla sicurezza, alla prevenzione e alla responsabilità. In questo senso, l'iniziativa del Comitato 8 ottobre si collega idealmente ad altre esperienze di impegno civile che trasformano il lutto in azione positiva.
Mattarella ha voluto ringraziare i presenti per le loro reazioni e per la vicinanza dimostrata, chiudendo il suo intervento con un "Grazie per queste reazioni, con grande e affettuosa vicinanza". Un ringraziamento che suggella un rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, soprattutto in momenti in cui la memoria rischia di affievolirsi.
L'episodio si inserisce in un percorso più ampio di commemorazioni che ogni anno richiamano l'attenzione sull'importanza della sicurezza nei trasporti e sulla necessità di non dimenticare. La presenza del presidente della Repubblica a Linate, a distanza di anni, conferma che la strage dell'8 ottobre 2001 non è solo una pagina di cronaca, ma una ferita ancora aperta che merita rispetto e attenzione.
Il ruolo del Comitato 8 ottobre e la richiesta di verità e giustizia
Il Comitato 8 ottobre, guidato da Adele Pesapane, ha svolto un ruolo cruciale nel mantenere alta l'attenzione pubblica sull'incidente. Attraverso iniziative come la piantumazione degli alberi e l'istituzione di borse di studio, l'associazione ha saputo coniugare memoria e progettualità. La richiesta di verità e giustizia, più volte ribadita, non è solo una questione legale, ma un bisogno morale che riguarda l'intera collettività.
In un'epoca in cui le tragedie si susseguono e il rischio di assuefazione è alto, l'esempio del Comitato 8 ottobre e le parole di Mattarella ricordano che la memoria è un dovere civico. Non si tratta di rimanere prigionieri del passato, ma di usarlo come bussola per orientare le scelte future, nella consapevolezza che la sicurezza e la giustizia sono beni comuni da preservare.
L'incontro di oggi, dunque, non è stato una semplice cerimonia, ma un momento di riflessione collettiva che coinvolge istituzioni, familiari e cittadini. La sfida è quella di non lasciare che il dolore si spenga nell'indifferenza, ma di trasformarlo in energia positiva per costruire una società più giusta e sicura.