I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di sette persone, gravemente indiziate di traffico di stupefacenti, spaccio e detenzione illegale di armi. Il provvedimento, emesso dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è il seguito del blitz del 29 maggio 2026, quando i militari del Nucleo Investigativo avevano già colpito l'organizzazione. Dopo gli interrogatori preventivi del 5 e 8 giugno, il quadro indiziario si è consolidato, rivelando un'inedita e allarmante evoluzione delle modalità operative del narcotraffico nella capitale.
Locali pubblici come base operativa per le riunioni criminali
Le indagini hanno svelato che l'organizzazione utilizzava locali pubblici quali il ristorante nel quartiere Portuense per organizzare veri e propri summit operativi. Questo espediente permetteva ai membri di incontrarsi senza destare sospetti, mescolandosi tra clienti e personale. Un dettaglio che dimostra come la criminalità cerchi di mimetizzarsi nella vita quotidiana, sfruttando attività lecite per coordinare i propri affari illeciti.
Ruolo chiave delle donne nel trasporto di cocaina e nella gestione della contabilità
Un aspetto sorprendente emerso dalle indagini è il ruolo centrale delle figure femminili all'interno del sodalizio. Le donne trasportavano a piedi o in auto zaini carichi di cocaina nel centro di Roma, muovendosi con disinvoltura tra le strade della capitale. Inoltre, si occupavano della contabilità occulta, tenendo traccia dei proventi dello spaccio. L'organizzazione trattava droga di alta qualità, tra cui una pregiata variante di hashish chiamata Mousse, che aumentava il valore del carico.
La paura delle esalazioni e l'evoluzione verso app crittografate
Le intercettazioni hanno catturato momenti di tensione legati alle esalazioni della droga, che spesso rimanevano intrappolate negli androni e negli ascensori dei palazzi durante lo scarico. I criminali temevano che l'odore potesse allertare i vicini o le pattuglie di polizia. Per evitare di essere scoperti, l'organizzazione ha abbandonato i sistemi criptati tradizionali e si è evoluta utilizzando applicazioni di messaggistica come Signal e Telegram. Con attenzione, attivavano la funzione dei messaggi a tempo per scambiarsi fotografie dei panetti di droga e dei contanti, cancellando ogni traccia digitale.
L'operazione rappresenta un duro colpo al narcotraffico romano, ma evidenzia anche la necessità di un monitoraggio costante delle nuove tecnologie utilizzate dalla criminalità. Le forze dell'ordine continuano a perfezionare le proprie tecniche investigative per contrastare queste dinamiche in continua evoluzione.
Fonte: https://www.italpress.com/roma-altri-6-arresti-per-narcotraffico-dopo-il-blitz-del-29-maggio