Operazione antimafia a Foggia: 6 arresti per la Società Foggiana · Risoluto
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Operazione antimafia a Foggia: sei arresti per la 'Società Foggiana' tra narcotraffico e estorsioni

Di ItalPress
Operazione antimafia a Foggia: sei arresti della 'Società Foggiana' tra narcotraffico ed estorsioni

Un nuovo e duro colpo è stato inferto alla criminalità organizzata foggiana. I Carabinieri e la Polizia di Stato hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all'arresto di sei persone appartenenti alla cosiddetta 'Società Foggiana'. Tra i fermati figurano due fratelli considerati i capi e tre elementi di spicco della batteria 'Sinesi-Francavilla', una storica articolazione del clan. Le accuse sono pesanti: associazione mafiosa armata, narcotraffico, estorsioni sistematiche ai danni dei commercianti, rapine e pianificazione di omicidi, oltre al riciclaggio di denaro.

I capi del clan operavano già dagli arresti domiciliari

Secondo l'impianto accusatorio, i due boss avrebbero continuato a dirigere i propri sottoposti e a gestire gli affari illeciti del sodalizio nonostante si trovassero già agli arresti domiciliari. A uno degli arrestati viene contestato anche l'uso di un telefono cellulare clandestino nel 2021 all'interno del carcere di Tolmezzo, dimostrando la capacità del clan di mantenere attive le comunicazioni anche dietro le sbarre. Le indagini, avviate nel 2016, hanno documentato una lunga scia criminale che ha esteso la sua influenza su diversi settori, dal traffico di droga alle estorsioni.

Un accordo per il controllo della droga a Vieste da 10 mila euro al mese

L'inchiesta ha svelato anche un accordo per il controllo della piazza di spaccio a Vieste. Uno degli arrestati avrebbe tentato di mediare una pax mafiosa per 'affittare' la zona di spaccio locale al prezzo di 10 mila euro al mese, da versare a un esponente di spicco dei 'Li Bergolis' per frenare la faida con il gruppo del boss Marco Raduano, oggi collaboratore di giustizia. Questo episodio dimostra come la criminalità organizzata foggiana cerchi di gestire il territorio anche attraverso accordi tra clan rivali, trasformando lo spaccio in una vera e propria attività di 'affitto' di aree di influenza.

Autoriciclaggio da 600 mila euro investito nell'edilizia

L'attività investigativa ha fatto luce anche sui canali finanziari del clan, portando alla luce un caso di autoriciclaggio da 600 mila euro in contanti. Il denaro, provento delle attività illecite, sarebbe stato consegnato tra il 2012 e il 2013 a un imprenditore edile foggiano, finito anche lui in manette, per essere investito in compravendite immobiliari e operazioni societarie. Questo ha sancito l'infiltrazione della mafia nell'economia legale, mostrando come il clan riuscisse a ripulire ingenti somme di denaro sporco attraverso il settore edile.

Le prove: pedinamenti, intercettazioni e il pentimento dei fratelli Francavilla

A incastrare i sei indagati sono stati i pedinamenti, le intercettazioni telefoniche e il sequestro di cellulari avvenuto l'8 giugno scorso. Determinante è stato il recente pentimento dei fratelli Ciro e Giuseppe Francavilla, che hanno fornito dettagli cruciali sulle dinamiche interne del clan. Nel foggiano, l'affiliazione al clan avveniva ormai per adesione implicita e stabilità dei rapporti, senza più ricorrere ai vecchi riti iniziatici. Questo cambio di strategia ha reso più difficile per gli investigatori individuare i legami, ma le moderne tecniche investigative hanno permesso di smantellare la rete criminale.

Fonte: https://www.italpress.com/operazione-antimafia-contro-la-societa-foggiana-6-arresti

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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