Il Pontefice ha trascorso una notte serena al Policlinico Gemelli dopo l'intervento chirurgico subito ieri pomeriggio per la rimozione di un tumore maligno al polmone. La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso un bollettino medico che conferma la riuscita dell'operazione e delinea un percorso di recupero che potrebbe essere più rapido del previsto. L'attenzione ora si concentra sulle prossime 24-48 ore, considerate le più delicate per stabilire il decorso post-operatorio.
Asportato il lobo inferiore del polmone destro, diagnosi confermata di adenocarcinoma
Il bollettino ufficiale, firmato dal dottor Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora, precisa che al Santo Padre è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro. L'esame istologico ha confermato la diagnosi di adenocarcinoma polmonare, già sospettata dagli esami pre-operatori. L'intervento è durato circa 90 minuti e si è svolto senza complicanze. Il Papa si è svegliato regolarmente e, dopo un breve periodo di osservazione, è rientrato nella sua stanza al decimo piano, dove ha cenato. La tecnica utilizzata è stata quella mini invasiva della videotoracoscopia, con piccole incisioni nel torace tra le costole, che ha permesso di eseguire la segmentectomia e la successiva rimozione dei linfonodi attorno ai bronchi e alla trachea.
La visita del Cardinale Parolin e le prospettive di guarigione completa
In giornata, a conferma delle buone condizioni post-operatorie, il Pontefice potrebbe ricevere la visita del Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, e del Sostituto della Segreteria, Monsignor Paolo Rudelli. L'apprensione per la gravità della patologia ha lasciato spazio, in Vaticano, alla fiducia dei chirurghi e degli specialisti sull'esito positivo dell'operazione e sulla possibilità di una completa guarigione. L'asportazione di un lobo polmonare in pazienti con normale capacità respiratoria non comporta deficit di respirazione o riduzione di agibilità motoria, sottolineano gli ambienti ospedalieri. Sarà l'esame istologico dei linfonodi a determinare il completo successo dell'intervento. Se i linfociti risulteranno negativi e non si riscontreranno infiltrazioni, l'intervento potrà considerarsi risolutivo e non sarà necessaria la chemioterapia, ma solo controlli periodici per alcuni anni.
Degenza possibile inferiore ai sette giorni e Angelus domenica dal decimo piano
Dati i parametri fisici ottimali del Pontefice, si prevede che la degenza ospedaliera e il recupero possano durare meno dei sette giorni previsti. Si spera anzi che nelle prossime ore il Papa possa alzarsi e camminare, cosa impossibile con interventi tradizionali che richiedono l'apertura del torace. In Vaticano non viene esclusa la possibilità che domenica prossima Leone XIV reciti l'Angelus da una finestra del decimo piano affacciata sull'atrio dell'ingresso del Gemelli, come in passato fecero Wojtyla e Bergoglio. L'équipe chirurgica, guidata dal professor Stefano Margaritora, era coadiuvata dalla professoressa Elisa Meacci, dalla dottoressa Maria Teresa Congedo e dal dottore Leonardo Petracca Caravella. L'équipe anestesiologica comprendeva il professor Massimo Antonelli, il dottore Giovanni Punzo e il dottore Giuseppe Bello.
Il viaggio apostolico in Sudamerica a novembre resta in valutazione
È ancora presto per valutare se l'intervento potrà comportare modifiche al programma del preventivato viaggio apostolico del Papa dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù. Si tratta di un viaggio aereo impegnativo e molto lungo, osservano fonti vaticane. La decisione verrà presa solo dopo aver valutato il decorso post-operatorio e le condizioni generali del Pontefice. Per ora, l'attenzione rimane concentrata sulle prossime ore, cruciali per confermare il pieno successo dell'operazione. La notizia ha suscitato ampia eco nei media italiani e internazionali, con continue atualizzazioni sullo stato di salute del Santo Padre.