Un'operazione condotta dalla Procura europea (EPPO) insieme ai Carabinieri del Comando per la Tutela Agroalimentare ha smantellato una presunta rete di frodi ai danni dei sussidi agricoli dell'Unione Europea in Sicilia. I militari hanno dato esecuzione a undici misure cautelari nelle province di Messina, Enna e Caltanissetta, con sei persone condotte in arresto su ordine del Gip di Enna. L'indagine, coordinata dalla magistratura europea con sede a Lussemburgo, ha fatto emergere un sistema strutturato che avrebbe permesso di incassare contributi comunitari destinati al settore primario attraverso pratiche costruite ad arte.
Due gruppi criminali dietro le pratiche
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'organizzazione si articolava in due distinti gruppi criminali che operavano in parallelo presentando domande di aiuto ingannevoli per conto di decine di agricoltori locali. Il meccanismo ruotava attorno a un Centro di Assistenza Agricola (CAA) abusivo, privo cioè delle autorizzazioni necessarie per svolgere l'attività di intermediazione verso gli enti pagatori. Attraverso questa struttura parallela, i promotori della frode avrebbero gestito la documentazione e le istanze per accedere ai finanziamenti della Politica Agricola Comune.
Terreni Ismea senza canoni pagati
Un elemento centrale dell'indagine riguarda l'utilizzo di terreni di proprietà dell'ISMEA, l'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. Le aziende coinvolte avrebbero dichiarato la disponibilità di questi appezzamenti per ottenere i contributi comunitari, omettendo però di corrispondere i canoni dovuti all'istituto. In questo modo il sistema garantiva l'accesso ai fondi pubblici senza sostenere i costi reali della conduzione dei terreni, alterando le condizioni previste dalla normativa europea per l'ammissibilità degli aiuti.
Le accuse contestate agli indagati
Gli indagati devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata per l'ottenimento di fondi pubblici ed esercizio abusivo di funzioni pubbliche. Contestualmente agli arresti, la magistratura ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 900 mila euro, somma che corrisponde ai profitti illeciti stimati dagli investigatori. L'operazione rientra nel quadro dell'azione di contrasto alle frodi che colpiscono il bilancio dell'Unione Europea, ambito in cui l'EPPO esercita una competenza diretta. Il caso siciliano si inserisce in un filone di inchieste che negli ultimi anni ha interessato diverse regioni del Mezzogiorno, dove il settore agricolo rappresenta una voce rilevante dei finanziamenti comunitari e, di conseguenza, un terreno esposto a tentativi di abuso. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per ricostruire l'intera filiera dei pagamenti erogati.
Fonte: https://www.italpress.com/fondi-ue-truffa-sui-sussidi-agricoli-in-sicilia-sei-arresti-e-sequestri