Alessandro Giaccone maestro ucciso dalla mafia intitolata villa · Risoluto
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La comunità di Sant’Anna celebra Alessandro Giaccone, il maestro ucciso dalla mafia per difendere i contadini.

Di Giuseppe Pantano
La comunità di Sant’Anna celebra  Alessandro Giaccone, il maestro ucciso dalla mafia per difendere i contadini.

La villa comunale di Sant'Anna di Caltabellotta è stata intitolata ad Alessandro Giaccone che ha pagato con la vita il suo impegno in favore degli ultimi.

La figura di Giaccone è rimasta sepolta dall’oblio per decenni. Oggi, grazie al lavoro degli studenti delle classi terza e quarta dell’anno scolastico 2023/2024 del plesso Manzoni dell’istituto scolastico Roncalli, la vicenda di Alessandro Giaccone torna alla ribalta, come esempio di lotta e impegno per la crescita culturale, economica e sociale delle comunità di Caltabellotta e Sant’Anna.


Reduce della Prima Guerra Mondiale, dedicò la propria esistenza alla crescita civile della sua terra. Nel 1901, fondò il Circolo Democratico “Triocola”, un’associazione nata per promuovere il progresso dell’agricoltura e il miglioramento culturale e sociale della popolazione di Sant’Anna. Dopo la guerra, nel 1919, diede vita alla Cooperativa Agricola “Nazario Sauro”, con l’obiettivo di sostenere gli ex combattenti e le famiglie contadine impoverite, opponendosi al sistema di sfruttamento dei grandi gabellotti.


La sua azione di riscatto sociale e di tutela dei più deboli lo rese un personaggio scomodo. Giaccone riuscì a favorire la divisione dei feudi e a contrastare gli interessi dei potenti dell’epoca, pagando con la vita il suo impegno. Il 31 dicembre 1921 venne assassinato dalla mafia nella Regia Trazzera Mancusi, lungo il percorso tra Sant’Anna e Caltabellotta.

A oltre un secolo dalla sua morte, Alessandro Giaccone è ricordato come un martire della legalità, un uomo che scelse di stare dalla parte dei contadini e della giustizia sociale, diventando uno dei primi simboli dell’antimafia contadina nell’entroterra agrigentino.


“Abbiamo fortemente voluto restituire alla memoria della nostra comunità un uomo che ha amato questa terra, che ha servito questa comunità, che ha creduto nella scuola, nel lavoro, nella giustizia sociale, nella libertà e nella dignità delle persone -afferma il sindaco di Caltabellotta, Biagio Marciante-. Da oggi, la villa comunale di Sant’Anna porterà il nome di Alessandro Giaccone. Un nome che parlerà ai nostri bambini, ai nostri ragazzi, alle nuove generazioni ma anche a quelle precedenti che non sapevano e non conoscevano la figura di Giaccone. Qui visse, qui formò la sua famiglia, qui svolse la sua attività, qui lasciò un segno profondo. Non fu solo un maestro, fu un uomo di azione civile. Un uomo che comprese che la libertà non può esistere senza giustizia sociale. A lui viene attribuito un pensiero che oggi vogliamo fare nostro: L’uomo è libero quando vi è giustizia sociale”.


Alla presenza di diverse autorità civili, religiosi e militari, si è svolta la cerimonia di intitolazione della villetta comunale. Protagonisti della cerimonia sono stati gli alunni che, insieme all’insegnante Maria Salvaggio, responsabile del progetto scolastico, e la professoressa Maria Giaccone, nipote di Alessandro Giaccone, hanno permesso di riportare alla ribalta la vicenda. Tra gli intervenuti, anche il giornalista Giulio Francese, figlio di Mario, il cronista del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia per le sue scomodo inchieste. Nel corso della cerimonia, si sono susseguiti i saluti e le testimonianze del sindaco Biagio Marciante, del presidente del consiglio comunale, Rino Granillo, degli assessori Maria Castrogiovanni e Francesco Aquilina, della consigliera comunale Carmelina Sala, dello storico Raimondo Cusumano, dei dirigenti scolastici Vito Ferrantelli e Giuseppe Oliveri, dei rappresentanti del gruppo spontaneo di Sant’Anna e delle consulte comunali dei Giovani e delle Donne.

GP

Giuseppe Pantano

Giornalista Professionista

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