Resta teso il clima al carcere di Enna a 24 ore dalla rivolta · Risoluto
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Resta teso il clima al carcere di Enna a 24 ore dalla rivolta

Di Giovanna Venezia
Resta teso il clima al carcere di Enna a 24 ore dalla rivolta

A ventiquattr'ore dalla rivolta carcere Enna, la situazione all'interno della casa circondariale resta particolarmente delicata.

I danni provocati durante i disordini sono stimati in centinaia di migliaia di euro e una parte della struttura risulta ancora inutilizzabile.

Gli unici detenuti ad avere lasciato l'istituto sono gli otto arrestati in seguito ai fatti, trasferiti nel corso della notte in altri penitenziari. Per tutti gli altri non sono previsti spostamenti: resteranno nella struttura ennese nonostante le pesanti conseguenze provocate dalla devastazione.

Le sezioni rimaste agibili stanno ospitando un numero di detenuti ben superiore alla capienza ordinaria. Secondo quanto riferito, in alcune celle sarebbero stati sistemati anche otto o dieci reclusi, in una situazione di forte sovraffollamento.

Nel frattempo prosegue la conta dei danni causati dalla rivolta carcere Enna. Parte dell'impianto elettrico è ancora fuori uso e il lavoro del personale penitenziario continua in condizioni particolarmente difficili.

Tra gli agenti permane un clima di forte tensione. Secondo quanto emerge, il Provveditorato regionale avrebbe scelto di impiegare il Gruppo di Intervento Regionale (GIR), formato da personale proveniente da altri istituti penitenziari, già impegnato in lunghi turni di servizio, anziché il Gruppo di Intervento Operativo (GIO), giunto a Enna ma che, secondo quanto riferito, non sarebbe intervenuto all'interno del carcere.

"Non ce la facciamo più", racconta un agente che ha preferito mantenere l'anonimato. "Dopo turni di dieci o dodici ore rientriamo a casa e veniamo nuovamente richiamati per affrontare altre emergenze. È una situazione diventata insostenibile".

Intanto continuano ad arrivare messaggi di vicinanza al personale della Polizia penitenziaria. Tra questi quello del presidente provinciale di Fratelli d'Italia e sindaco di Piazza Armerina, Nino Cammarata, che ha sottolineato la necessità di rafforzare gli investimenti nel settore della sicurezza e di sostenere concretamente gli agenti impegnati negli istituti di pena. Secondo Cammarata, garantire adeguate condizioni di lavoro agli operatori significa tutelare la sicurezza dell'intera collettività.


Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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