Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ribadito che le spese per la difesa non vanno considerate in alternativa a sanità, scuola e cultura, ma come presupposto per la libertà. Intervenuto in video collegamento alla rassegna "Pantelleria, Mediterraneo d'Autore", promossa da Myrta Merlino e Valentina Fontana, Crosetto ha sottolineato che senza difesa non è possibile garantire altri diritti fondamentali.
La difesa come presupposto per libertà e democrazia
Secondo il ministro, la difesa è lo strumento che assicura a una democrazia e alle persone la possibilità di vivere in pace e libertà. Non si tratta di scegliere tra investimenti militari e sociali, ma di comprendere che la sicurezza è la base su cui costruire tutto il resto. Crosetto ha chiarito che la difesa non è un costo superfluo, ma un investimento necessario per proteggere il futuro dei cittadini.
L'importanza di rispettare le regole dell'alleanza
Il titolare del dicastero ha evidenziato che far parte della Nato comporta il rispetto degli impegni presi, sia quando piacciono sia quando non piacciono. Ha ricordato che stare in un'alleanza è meno costoso e più sicuro che agire da soli. L'Italia, come gli altri membri, deve contribuire secondo le proprie possibilità, misurate in relazione al Pil. Crosetto ha sottolineato che gli Stati Uniti, con il Pil più grande, fanno lo sforzo maggiore, ma da anni chiedono all'Europa di fare di più.
Il percorso verso l'obiettivo del 2% del PIL
L'obiettivo di destinare il 2% del Pil alla difesa è stato fissato da tempo, con una scadenza inizialmente prevista per il 2024, poi spostata al 2035. Crosetto ha spiegato che l'Italia e gli altri Paesi europei hanno chiesto tempo, ma ora è giunto il momento di rispettare l'impegno. Il ministro ha anche anticipato che, se il governo arriverà alla fine, lascerà il dicastero, ma ha voluto ribadire che i bilanci della difesa servono allo Stato e alla sicurezza delle future generazioni.
I rapporti con gli Stati Uniti e le peculiarità costituzionali italiane
Crosetto ha definito ottimi i rapporti con gli Stati Uniti, invariati rispetto agli anni precedenti. Ha spiegato che il metodo di Trump, caratterizzato da toni duri, è finalizzato a spingere gli alleati a fare di più. Tuttavia, ha ricordato che l'Italia, come Germania e Giappone, ha una Costituzione che limita la possibilità di dichiarare guerra, a differenza di Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Per intervenire militarmente, l'Italia ha bisogno di un mandato internazionale o di far parte di una coalizione. Questa differenza costituzionale è talvolta difficile da comprendere per gli anglosassoni, ma va rispettata. In conclusione, Crosetto ha ribadito che la difesa è essenziale per garantire la libertà e che l'Italia continuerà a onorare i suoi impegni nella Nato.