Si avvicina la sentenza del processo di mafia che si celebra al Tribunale di Sciacca scaturito dall’indagine svolta a Burgio, Lucca Sicula e Villafranca Sicula su gestione e controllo di attività economiche, appalti e servizi pubblici. Le ultime arringhe quelle degli avvocati Giovanni Vaccaro e Vincenzo Castellano che difendono Salvatore Imbornone.
“Imbornone dopo la sentenza Scacco Matto del 2011 ha ricevuto provvedimenti del magistrato di sorveglianza con un filo conduttore: aveva cambiato il suo stile di vita, rotto con il passato. Non era coinvolto negli appalti al centro del processo”. E' quanto ha detto l'avvocato Castellano (nella foto) chiedendo l'assoluzione del suo assistito. Imbornone, di 65 anni, è ritenuto il reggente del mandamento mafioso di Lucca Sicula e Ribera. Per lui il pm della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, aveva chiesto 18 anni di reclusione.
L’avvocato Castellano ha chiesto l’assoluzione anche per Gabriele Mirabella, di 39 anni, di Lucca Sicula, accusato di favoreggiamento, per il quale il pm aveva chiesto 3 anni e 4 mesi. “Mirabella è del tutto estraneo ai fatti”, ha detto il suo difensore.
A giudizio in questa tranche del processo (due imputati sono stati condannati in abbreviato in primo grado e in appello) anche Francesco Caramazza, 52, di Favara, con richiesta di 14 anni. Il pm ha chiesto 12 anni per Antonio Perricone, di 54, e 10 anni per Giuseppe Maurello, di 55, entrambi di Lucca Sicula. Per Nicolò Riggio, di 60 anni, di Burgio, chiesti 4 anni e 6 mesi con riqualificazione in favoreggiamento. Nella prossima udienza eventuali repliche e sentenza.