E' stata fissata per il 20 novembre 2026 dinanzi ai giudici della seconda sezione della Corte di Cassazione l'udienza riguardante il processo per tentata estorsione in cui menfitani e margheritesi sono accusati di avere compiuto atti idonei a costringere un uomo di Castelvetrano a dimettersi da una società che operava nel settore dei carburanti rinunciando al pagamento degli stipendi arretrati e delle altre spettanze economiche derivanti dal suo rapporto di lavoro.
La denuncia presentata ai carabinieri della stazione di Menfi dal castelvetranese risale al 16 luglio 2015. Si tratta di una vicenda venuta fuori dalle carte del processo di mafia Opuntia nel quale quasi tutti gli imputati sono stati assolti.
Per il collaboratore di giustizia Vito Bucceri, di 54 anni, di Menfi, in appello pena ridotta da un anno e 4 mesi a 8 mesi. La vicenda si riferisce a un periodo precedente alla sua collaborazione. Per Pietro Campo, di 74 anni, di Santa Margherita Belice, confermati 2 anni e 6 mesi ed è stata elisa la pena pecuniaria. Per Tommaso Gulotta, di 60 anni, di Menfi, confermata la pena di un anno e 4 mesi, ma con la sospensione condizionale. Per Giuseppe Alesi, di 55 anni, di Menfi, confermati un anno, 9 mesi e 10 giorni con pena sospesa.
Adesso è atteso il pronunciamento della Cassazione a seguito del ricorso delle difese avverso la sentenza della Corte di Appello di Palermo del 14 novembre 2025.
L’avvocato Carmelo Carrara difende Pietro Campo, mentre Vito Bucceri è assistito dall’avvocato Monica Genovese. Gli avvocati Giovanni Rizzuti e Accursio Gagliano difendono Tommaso Gulotta e l’avvocato Luigi La Placa assiste Giuseppe Alesi.