Dal 2026 i consumatori europei hanno un nuovo strumento per orientarsi nella scelta di elettrodomestici e dispositivi elettronici. Si tratta dell'etichetta armonizzata GARAN, introdotta dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960 della Commissione, adottato il 25 settembre 2025 e ora pienamente applicabile. L'obiettivo è rendere immediatamente riconoscibili i prodotti per i quali il produttore offre una garanzia commerciale di durabilità superiore ai due anni, distinguendo un impegno concreto da semplici dichiarazioni di marketing.
È fondamentale chiarire cosa GARAN non è. L'etichetta non sostituisce la garanzia legale di conformità e non modifica i diritti già riconosciuti al consumatore. La garanzia legale resta una tutela prevista dalla legge, con una durata minima di due anni per i beni di consumo, e il responsabile nei confronti dell'acquirente è il venditore, non il produttore. La nuova etichetta riguarda invece la garanzia commerciale di durabilità, che il produttore sceglie volontariamente di offrire gratuitamente per un periodo superiore ai due anni e che copre l'intero bene. Le due garanzie si sommano, non si escludono.
Garanzia commerciale volontaria ma etichetta obbligatoria
La scelta di offrire una garanzia commerciale di durabilità è rimessa alla volontà del produttore. Tuttavia, quando questi decide di fornirla alle condizioni previste dalla normativa europea, ovvero gratuitamente, per l'intero bene e per una durata superiore ai due anni, l'informazione deve essere comunicata attraverso l'etichetta armonizzata GARAN. In questo modo il consumatore può distinguere un impegno reale sulla longevità del prodotto da generiche dichiarazioni sulla qualità o sulla sostenibilità. Si pensi a due lavatrici con prezzo, capacità e consumi simili. Una riporta l'etichetta GARAN con durata di cinque anni, l'altra no. Entrambe sono coperte dalla garanzia legale, ma solo la prima offre un impegno commerciale aggiuntivo sulla durabilità. La garanzia diventa così una variabile del confronto, accanto a prezzo, consumi, prestazioni, qualità dei materiali, possibilità di riparazione e disponibilità dei ricambi.
Riparazione dal fabbricante anche fuori garanzia
La vera novità introdotta dalla normativa europea sul diritto alla riparazione è la possibilità per il consumatore di rivolgersi al fabbricante per ottenere la riparazione di determinati prodotti anche quando il guasto si manifesta dopo la scadenza della garanzia legale o non rientra nella responsabilità del venditore. Non si tratta di un obbligo generalizzato per qualsiasi apparecchio. La disciplina si applica esclusivamente ai prodotti e ai componenti per i quali la normativa europea prevede specifici requisiti di riparabilità. Quando sussistono le condizioni, il fabbricante deve effettuare la riparazione gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole, entro un periodo di tempo ragionevole. Può anche affidare l'intervento a un centro di assistenza esterno, senza per questo venire meno alla propria responsabilità. Il consumatore resta libero di rivolgersi a un riparatore indipendente.
Le categorie interessate sono quelle per cui esistono già specifiche disposizioni europee in materia di riparabilità, disponibilità dei ricambi e accesso alle informazioni tecniche. Tra i prodotti di maggiore interesse per le famiglie figurano lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie e asciugatrici, frigoriferi e congelatori, aspirapolvere, smartphone, telefoni cellulari, tablet, televisori e monitor, oltre ad alcune apparecchiature informatiche e sistemi di riscaldamento domestico. L'elenco non è però automatico. Non basta che un prodotto appartenga a una categoria per far scattare l'obbligo su qualsiasi guasto. Occorre verificare il modello, il componente interessato, i requisiti tecnici applicabili e la durata degli obblighi previsti. Non si può quindi parlare di assistenza obbligatoria senza limiti di tempo per tutti gli elettrodomestici presenti nelle nostre case, né estendere automaticamente la disciplina a forni, ferri da stiro, tostapane, macchine da caffè o robot da cucina senza un'attenta verifica normativa.
Costi e preventivo, cosa sapere prima di riparare
Uno degli equivoci più frequenti riguarda i costi. Il diritto alla riparazione non significa che ogni prodotto guasto debba essere aggiustato gratuitamente. Se il difetto è coperto dalla garanzia legale di conformità, il consumatore deve rivolgersi al venditore e la riparazione o sostituzione devono avvenire senza spese, secondo il Codice del consumo. Se invece il guasto si verifica fuori dalla garanzia legale o non rientra nella responsabilità del venditore, può intervenire il nuovo obbligo di riparazione del fabbricante, purché prodotto e intervento siano compresi nel campo di applicazione della normativa. In questo caso la riparazione può essere a pagamento, ma il prezzo deve essere ragionevole. Una lavatrice fuori garanzia non diventa automaticamente riparabile gratis. La normativa non fissa un tariffario nazionale né una percentuale massima del costo della riparazione rispetto al prezzo di un prodotto nuovo. Il fabbricante deve però rendere disponibili, tramite un sito internet liberamente accessibile, informazioni sui prezzi indicativi delle riparazioni ordinarie. Prima di autorizzare i lavori è quindi opportuno richiedere un preventivo dettagliato, nel quale siano distinti, quando applicabili, il costo della diagnosi, i ricambi e la manodopera. Solo così il consumatore può valutare consapevolmente se conviene riparare o sostituire il bene. Per approfondire i diritti di chi acquista beni difettosi, è utile consultare le notizie giuridiche aggiornate, che chiariscono anche i casi in cui la responsabilità ricade sul venditore.
La novità europea, in definitiva, rende più concreto l'obiettivo di allungare la vita dei prodotti e ridurre i rifiuti elettronici. Non elimina la garanzia legale, non la sostituisce e non introduce un diritto illimitato alla riparazione gratuita. Offre però al consumatore un parametro in più per scegliere e un canale diretto verso il fabbricante per ottenere assistenza anche dopo la scadenza della tutela legale, a condizione di verificare con attenzione prodotto, guasto e condizioni previste. In un mercato dove la durabilità conta sempre di più, l'etichetta GARAN e il diritto alla riparazione diventano strumenti complementari per orientare acquisti più consapevoli e sostenibili.