Pino Rauti, convegno a Palermo per i 100 anni · Risoluto
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A Palermo il convegno per i 100 anni dalla nascita di Pino Rauti

Di ItalPress
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Convegno a Palermo per i 100 anni dalla nascita di Pino Rauti, con Isabella Rauti e politici

Si è tenuto a Villa Zito, a Palermo, il convegno intitolato “Pino Rauti a 100 anni dalla nascita. L’uomo, il politico, intellettuale e le idee”. L’evento, organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, ha riunito esponenti politici e intellettuali che hanno conosciuto e studiato la figura dell’ex esponente del Movimento Sociale Italiano. L’iniziativa si colloca all’interno di una serie di celebrazioni che in tutta Italia ricordano il centenario della nascita di Rauti, avvenuta nel novembre 1926.

Tra i presenti, Isabella Rauti, figlia di Pino e sottosegretaria alla Difesa, nonché presidente del Centro Studi Pino Rauti. Con lei hanno partecipato il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, la deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi e il senatore Raoul Russo. I lavori sono stati moderati da Fabio Tricoli, presidente della Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli.

Isabella Rauti annuncia una serie di eventi per il centenario

Nel suo intervento, Isabella Rauti ha sottolineato come il centenario della nascita del padre sia l’occasione per una riflessione articolata. «A novembre ricorre il centenario della nascita di mio padre», ha dichiarato. «Stiamo organizzando una serie di eventi che andranno oltre la fine di quest’anno. A Roma ci sarà la presentazione alla Camera degli atti con i discorsi parlamentari e politici, nonché una mostra documentale». Ha poi aggiunto che è in corso «un crescendo di richieste per organizzare incontri culturali, intellettuali e di analisi sulla sua figura». Secondo Isabella Rauti, la vita di Pino Rauti è stata «avventurosa, quasi simile a un romanzo, di cui pochi conoscono i tratti». Si conosce maggiormente il Rauti politico, ma «ha lasciato molti scritti e molte tracce concentriche del suo pensiero». Tali tracce riguardano la formazione culturale e politica, che «ha sempre messo al primo posto davanti anche alla ricerca del consenso», la formazione della classe dirigente, l’abitudine allo studio e l’idea che l’Msi dovesse essere portatore non solo di valori ma di un modello politico alternativo. Un modello che fosse «una terza via oltre il socialismo realizzato, il marxismo, il comunismo e le etichette ottocentesche di destra e sinistra». Un modello sociale, comunitario, solidale, con i bisogni della persona al centro di ogni declinazione politica. «Ancora oggi emergono tanti spunti e temi di attualità», ha concluso, «perché ha avuto una visione profetica al punto da risultare a volte inattuale nel suo tempo e molto attuale oggi».

Fabio Tricoli ricorda il rapporto tra Giuseppe Tricoli e Pino Rauti

Fabio Tricoli ha spiegato le ragioni dell’omaggio, definendolo «doveroso, soprattutto da parte di un ente come la Fondazione Tricoli che ha nella memoria storica e nella memoria della destra italiana uno dei suoi obiettivi principali». Ha poi delineato il profilo di Rauti come «un leader carismatico, un uomo che ancora oggi è ricordato per la sua capacità, lo spessore culturale, il carisma, la forza intellettuale ancor prima che politica di forgiare intere classi dirigenti nonché tanti giovani militanti». Parlare di lui oggi, ha aggiunto, è «un omaggio, ma anche un modo per capire quanto sia stato attuale il suo pensiero soprattutto per quanto riguarda la capacità di prevedere i fenomeni migratori e parlare di Europa-nazione in un momento in cui esistevano solo Usa e Urss come grandi blocchi contrapposti». Tricoli ha ricordato anche il tema dell’ecologismo, «che a destra a quel tempo sembrava un’eresia». Infine, ha sottolineato il rapporto dialettico tra Giuseppe Tricoli e Pino Rauti, «sempre su posizioni diverse, se non opposte, all’interno dell’Msi». «La forza del pensiero della destra però era proprio questa dialettica fatta di confronto e di scontro all’interno dei congressi, ma con uno spessore politico e culturale che oggi stento a vedere nei congressi e nei dibattiti dei partiti attuali». Il tutto approdava a una sintesi politica che si trasformava in grandi idee, ancora oggi resistenti. Rauti, ha concluso, «ha avuto la grande capacità di anticipare la questione migratoria e l’islamizzazione della società».

Giampiero Cannella definisce Rauti un pensatore contemporaneo

Il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella ha tracciato un profilo di Pino Rauti come «un personaggio contemporaneo». La sua cifra culturale, ha spiegato, è quella di «un pensatore, un ideologo e un intellettuale che in anni passati aveva già intravisto le insidie della nostra contemporaneità attraverso lo studio dei temi etici ed ecologici e dei flussi migratori». In anni che sembravano lontani dai problemi attuali, aveva già individuato gli aspetti su cui la politica doveva interrogarsi e trovare soluzioni. «Ha offerto analisi e soluzioni a problemi che non hanno una connotazione politica, ma riguardano l’intero paese», ha concluso.

Carolina Varchi sottolinea l’attualità delle battaglie di Rauti

La deputata Carolina Varchi ha definito Pino Rauti «un unicum nel panorama politico italiano». «È riuscito a passare alla storia non solo per le azioni, ma per le sue idee», ha affermato. «Credo che questa sia la cifra più importante della sua vita e della carriera politica, nonché quello che oggi celebriamo davvero». Varchi ha ricordato come «Europa e Mediterraneo erano presenti nel suo agire e nel suo ideale» e ha invitato a declinarli anche in Sicilia e a Palermo. Le sue battaglie erano «l’ambiente e un’economia che mettesse al centro l’uomo e non i consumi». «Sono battaglie ancora attuali, a dimostrazione che devono essere le idee a muovere la politica e non il contrario», ha aggiunto. «È un personaggio ancora molto contemporaneo. Quello che ha scritto e gli interrogativi che ha posto sul ruolo dell’uomo all’interno della società sono oggi più vivi che mai». Ha poi concluso con un appello «La politica deve avere il coraggio di anteporre la visione ai temi quotidiani, all’ordinaria amministrazione, ai dibattiti da retrobottega, alle candidature. Pino Rauti su questo è stato il maestro».

Raoul Russo racconta l’insegnamento ricevuto da giovane militante

Il senatore Raoul Russo, che si è definito «rautiano della prima ora», ha ricordato il proprio percorso personale. «Appartengo a una generazione in cui lui lanciò la sua sfida per conquistare la segreteria dell’Msi dopo la fine dell’almirantismo», ha spiegato. «Per me Rauti è arrivato nel momento in cui sono entrato in politica, seguendo una persona già anziana ma che per noi giovani aveva una visione estremamente lungimirante e contemporanea». Russo ha sottolineato l’insegnamento metodologico ricevuto. «Ci ha insegnato un metodo. La politica è ricerca del cambiamento seguendo non necessariamente le mode o il compromesso, ma il sogno». Un cambiamento che può avvenire attraverso lo studio e la proposizione politica. «Lo stiamo declinando attualmente. È stato tra i precursori di un pensiero che ha consentito alla destra italiana di andare al governo», ha concluso.

L’evento di Palermo rappresenta solo una tappa del calendario di celebrazioni che proseguirà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di approfondire l’eredità culturale e politica di Pino Rauti. Le sue idee, secondo i partecipanti, mantengono una sorprendente attualità e pongono interrogativi ancora aperti sul ruolo della politica e della società.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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