Una bambina di sei anni, unica sopravvissuta alla tragedia di Catanzaro, è ufficialmente fuori pericolo dopo un percorso clinico durissimo. La piccola era stata ricoverata all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova la scorsa settimana, ma i medici hanno annunciato oggi che non presenta danni neurologici né deficit motori. L'intervento cardiochirurgico per ricostruire l'aorta, durato circa otto ore, è riuscito in modo brillante e il flusso sanguigno è stato completamente ripristinato.
Una notte di terrore e una madre che si lancia nel vuoto
La vicenda parte nella notte tra il 22 e il 23 aprile, quando la mamma della bambina si è lanciata dal terzo piano della propria abitazione a Catanzaro, dopo aver lasciato cadere gli altri due figli. La donna è morta, mentre la piccola è stata trasportata d'urgenza all'azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro. Lì i medici hanno compreso immediatamente la gravità della situazione. La bimba presentava una rottura dell'aorta, un evento che ha una mortalità altissima.
Il ruolo cruciale dei medici di Catanzaro e lo stent provvisorio
Proprio la pronta stabilizzazione eseguita dall'équipe calabrese ha permesso di guadagnare tempo prezioso. Come ha ricordato l'assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò, senza quel primo intervento non sarebbe stato possibile organizzare il trasferimento al Gaslini. A Catanzaro è stato posizionato uno stent per coprire l'area lesionata e consentire il viaggio in sicurezza. Ma, come spesso accade, lo stent ha iniziato a dislocarsi, rendendo necessario un intervento cardiochirurgico notturno nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio.
Otto ore di chirurgia e un rischio scongiurato
Il direttore della cardiochirurgia del Gaslini, Guido Michielon, ha spiegato che l'intervento è servito a ricostruire l'aorta. La continuità del vaso era mantenuta solo dalla parete più esterna, che non ha caratteristiche meccaniche adatte a contenere la pressione. Questo aveva causato una dilatazione e una compressione del bronco sinistro, con conseguente atelettasia del polmone. Durante le otto ore di sala operatoria, i chirurghi hanno dovuto prestare particolare attenzione al rischio di lesione midollare, che avrebbe potuto causare paraplegia. Fortunatamente, come confermato dal primario, non si è verificata alcuna lesione di questo tipo.
Un futuro normale dal punto di vista anatomico
Oggi il flusso sanguigno è tornato regolare e il polmone sinistro si espande nuovamente. I medici sottolineano che la bambina, a parte le conseguenze psicologiche del trauma, da un punto di vista anatomico potrà condurre una vita del tutto normale. Si tratta di un risultato straordinario, che testimonia l'efficacia della rete di emergenza e la competenza dei professionisti coinvolti dal sud al nord del Paese. La piccola resterà comunque in osservazione per monitorare il recupero, ma l'allarme è rientrato.