Il Tribunale di Brescia ha emesso una condanna a otto anni di reclusione per il 23enne albanese accusato di traffico internazionale di cocaina. Lo stesso uomo era alla guida del suv che, lo scorso 23 giugno a Peschiera Borromeo, travolse e uccise l'agente della Polizia locale di Milano Francesco Imprezzabile durante un tentativo di fuga.
Il tragico incidente costato la vita al vigile urbano
Il 23 giugno, l'agente Imprezzabile stava svolgendo un controllo stradale quando il suv condotto dall'imputato non si fermò all'alt. Ne nacque un inseguimento che si concluse tragicamente: il veicolo urtò il vigile, causandone la morte immediata. Da quel giorno, le indagini si sono concentrate non solo sull'incidente ma anche sul contesto criminale in cui l'uomo operava.
Un traffico di cocaina dal Sudamerica con base in provincia di Brescia
Secondo l'accusa, il gruppo di cui il 23enne faceva parte importava ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica, utilizzando il Belgio e l'Olanda come punti di transito. La rete logistica del sodalizio faceva capo anche alla provincia di Brescia, dove venivano organizzate le operazioni di smistamento e distribuzione della droga. Le indagini della procura bresciana hanno permesso di ricostruire l'intero giro, portando all'arresto di diversi complici.
La condanna: otto anni senza rito abbreviato
Il processo si è celebrato con rito ordinario: l'imputato ha scelto di non ricorrere al rito abbreviato, confidando forse in una attenuazione della pena. Il collegio giudicante, però, ha accolto la richiesta dell'accusa, condannandolo a otto anni di reclusione per il reato di traffico internazionale di stupefacenti. La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato la soddisfazione della polizia locale per la condanna, dall'altro il dolore della famiglia di Imprezzabile, che perde un congiunto in modo assurdo.
Il caso resta emblematico per la concomitanza di due gravi reati: la guida pericolosa con esito letale e il narcotraffico su larga scala. La condanna rappresenta un segnale forte nella lotta alla criminalità organizzata, ma non placa il rimpianto per una vita spezzata sul lavoro.