I lavoratori degli stabilimenti ex Ilva di Genova hanno dato il via a uno sciopero di 24 ore e hanno deciso di piantare le tende davanti ai blindati della polizia che presidiano l'ingresso della prefettura. Dopo aver percorso in corteo il centro città, i manifestanti hanno bloccato piazza Corvetto con i mezzi della fabbrica, creando un presidio a oltranza per chiedere che vengano acquistati rotoli di acciaio sul mercato internazionale. L'obiettivo è mantenere in funzione gli impianti a freddo di Cornigliano e del Nord Italia, nonostante lo stop produttivo di Taranto.
La richiesta di forniture di coils per non fermare Cornigliano
Armando Palombo della Rsu Fiom ha spiegato le ragioni della protesta durante l'assemblea. Non vogliamo pagare colpe che non sono nostre, ha dichiarato. Palombo ha sottolineato che Genova, pur essendo vicina a Taranto, può e deve continuare a produrre. Ha criticato duramente la lettera dei commissari, definendola incommentabile, e ha chiesto un piano B che preveda l'arrivo di rotoli di acciaio. Chi gestisce questa azienda ha avuto dieci mesi di tempo, ha aggiunto, precisando che la soluzione non è semplice ma non impossibile. Il messaggio al Governo e alla Prefettura è chiaro. Sterilizzare quella lettera e trovare un piano, mettendo soldi per l'approvvigionamento invece di sprecarli in cassa integrazione.
Bucci chiede l'acquisto all'estero di coils per salvare la produzione
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha raggiunto i lavoratori prima dell'assemblea e ha ribadito la sua posizione. Vogliamo che da Genova arrivi un messaggio molto chiaro, ha detto. Non vogliamo la chiusura della fabbrica, vogliamo che la fabbrica continui a lavorare. Bucci ha evidenziato che lo stabilimento di Cornigliano produce un acciaio altamente richiesto, che attualmente viene importato dall'estero. Ha quindi chiesto al sottosegretario Mantovano e al ministro Urso di autorizzare l'acquisto di coils sul mercato internazionale o attraverso fornitori italiani. Se ci vorrà un mese per qualificarli, o due mesi, o tre mesi, non importa, ha concluso. L'essenziale è che ci sia un progetto per portare avanti le forniture e lavorare i coils in loco.
Salis, basta un accordo internazionale per risolvere la crisi
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha partecipato al corteo e ha definito la presenza delle istituzioni non simbolica ma sostanziale. La città di Genova e l'amministrazione sono al fianco di questa vertenza, ha affermato. Salis ha sottolineato che a Genova non solo c'è il mercato, ma ci sono tutte le caratteristiche per continuare a produrre. Basterebbe solo l'approvvigionamento della materia prima sui mercati internazionali. Questo è un dovere del governo, ha aggiunto. La sindaca ha poi criticato la mancanza di motivazioni industriali nel trattamento riservato a questo gruppo di stabilimenti, quando il mercato richiede le loro lavorazioni. Basterebbe un accordo internazionale per l'approvvigionamento e questo tema non esisterebbe, ha concluso.
La protesta, che coinvolge l'intero stabilimento di Cornigliano e gli impianti del Nord, proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete dal Governo. Domani è attesa in prefettura la visita del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, un'occasione cruciale per portare le istanze dei lavoratori all'attenzione delle istituzioni. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di crisi dell'acciaio in Italia, con ricadute occupazionali e produttive che riguardano migliaia di famiglie. I lavoratori chiedono che venga garantita la continuità produttiva e che non vengano sacrificati gli impianti del Nord per le difficoltà di Taranto. La mobilitazione di Genova rappresenta un segnale forte per tutto il comparto siderurgico nazionale.
Fonte: https://www.italpress.com/ex-ilva-sciopero-e-assemblea-a-cornigliano-genova-aggiornamenti-12-ottobre