La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat tra il deputato di Fratelli d'Italia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa. Il voto del centrodestra, compatto sulla proposta del relatore Pietro Pittalis (Forza Italia), ha negato l'autorizzazione al sequestro della corrispondenza, mentre il centrosinistra ha votato contro. La decisione ora passa all'Aula di Montecitorio per il voto definitivo, con la maggioranza che appare blindata.
La protesta del M5S in Senato occupa i banchi del governo
In segno di dissenso, i senatori del Movimento 5 Stelle hanno occupato i banchi del governo a Palazzo Madama, esponendo cartelli con la scritta “Fuori le chat”. La protesta mira a fare pressione per la trasparenza sulle comunicazioni del deputato, che secondo l'accusa potrebbero contenere elementi utili all'indagine. La presidente del M5S, in una nota, ha definito il voto della Giunta come “un atto di opacità che danneggia la credibilità delle istituzioni”.
Il caso Delmastro e le chat al centro del dibattito politico
Andrea Delmastro è indagato per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale in relazione alla fuga del terrorista Alfredo Cospito. La richiesta di sequestro delle chat con Caroccia – già condannato per reati di mafia – era stata avanzata dalla Procura per verificare eventuali collegamenti tra il deputato e ambienti malavitosi. La maggioranza ha sempre sostenuto l'immunità del parlamentare, sottolineando che le chat riguardano discussioni personali e non atti d'ufficio. L'opposizione, invece, accusa il governo di proteggere Delmastro e di ostacolare la giustizia.
I risvolti giudiziari e la prossima tappa in Aula
Ora spetta all'Aula della Camera decidere se autorizzare o meno il sequestro. In caso di voto favorevole della maggioranza, la Procura potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione. Secondo i giuristi, il tema tocca il delicato equilibrio tra prerogative parlamentari e dovere di indagine. Intanto il M5S promette di continuare la protesta in Senato fino al voto finale, mentre il centrodestra resta saldo nella sua posizione. La vicenda tiene banco nel dibattito politico italiano, con ripercussioni sulla fiducia nelle istituzioni.