Il commissario straordinario della FIGC Giovanni Malagò ha tracciato un bilancio del calcio italiano ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" su Rai Radio 1, difendendo l'operato della nazionale maggiore e criticando apertamente la situazione di commissariamento che ha portato alla sua nomina. L'ex numero uno del CONI ha sottolineato come negli ultimi trenta giorni la squadra azzurra abbia prodotto prestazioni di rilievo, a partire dal secondo tempo contro il Belgio, passando per l'andata e il ritorno con la Turchia fino alla sfida con la Francia, dove secondo Malagò sono emersi segnali definiti sorprendenti da parte di alcuni osservatori.
Il settore giovanile come volano per la nazionale maggiore
Malagò ha poi spostato l'attenzione sull'Under 21, attualmente impegnata agli Europei di categoria. Il commissario ha fissato obiettivi ambiziosi, puntando al podio e alla qualificazione olimpica che manca all'Italia da quattro edizioni. Secondo Malagò, i talenti espressi dalla selezione giovanile potranno essere utilizzati in tempi brevi anche dalla nazionale maggiore, in un interscambio virtuoso che vedrebbe gli azzurri già affermati a disposizione di Baldini per l'Europeo di categoria. Questa sinergia rappresenta per il commissario un elemento chiave per il rilancio del movimento calcistico italiano.
Un quadro economico e di pubblico in netta ripresa
Respingendo l'idea che il calcio italiano stia attraversando un momento negativo, Malagò ha elencato una serie di indicatori positivi. Il campionato di Serie A viene definito divertente, con squadre italiane potenzialmente competitive nelle competizioni europee. La nazionale ha riacquistato fiducia ed entusiasmo, registrando dati di share e audience che non si vedevano da tempo. Inoltre, aziende e sponsor sono tornati a investire nel settore, mentre gli stadi di Serie A, Serie B e Lega Pro sono pieni. Per il commissario, questi segnali dimostrano la vitalità del calcio italiano nonostante le difficoltà istituzionali.
Il commissariamento come danno inevitabile e caso di studio
Malagò non ha nascosto la propria posizione sul commissariamento, definendolo un danno innegabile. Ha sottolineato come sarebbe poco serio ignorare i risultati positivi ottenuti sul campo e ha ricordato che chi ha provocato questa situazione ha dichiarato che lui non c'entrava nulla. L'ex presidente del CONI ha evidenziato la natura atipica del caso, ricordando che la FIGC detiene un triste record per numero di commissariamenti. Secondo Malagò, questa vicenda sarà studiata all'università tra cinquant'anni per la sua unicità. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento delicato per la federazione, con il dibattito sul futuro della governance calcistica italiana che resta aperto.
Nel contesto delle recenti vicende che hanno interessato il calcio, Malagò ha ribadito la propria estraneità alle cause del commissariamento, precisando che la situazione era molto atipica. Le sue parole offrono uno spaccato delle dinamiche interne alla FIGC e delle prospettive future per la nazionale, chiamata ora a confermare sul campo i progressi evidenziati negli ultimi incontri.
La posizione di Malagò riflette la complessità del momento storico per il calcio italiano, diviso tra risultati sportivi incoraggianti e difficoltà gestionali. Mentre la nazionale maggiore cerca continuità, l'Under 21 rappresenta una speranza concreta per il futuro. Il commissario ha voluto rimarcare come, nonostante le turbolenze istituzionali, il movimento calcistico mostri segnali di ripresa sotto il profilo dell'interesse del pubblico e degli investimenti. Questo dualismo tra campo e scrivania caratterizza la sua esperienza alla guida della federazione, con l'obiettivo dichiarato di traghettare il calcio italiano verso una nuova fase di stabilità e successi.
Fonte: https://www.italpress.com/nazionale-malago-fatte-cose-molto-importanti-negli-ultimi-30-giorni