L'unità operativa di Medicina Interna del Giovanni Paolo II non ha più neanche un responsabile facente funzioni.
Il dottor Loriano Malfa, infatti ha comunicato la fine del mandato per scadenza dei termini e annunciato che proseguirà la propria attività a Ribera, limitatamente alle funzioni ordinarie di responsabile dell’unità operativa semplice.
Nella missiva del medico, indirizzata al commissario e ai direttori dell’Asp, oltre che agli uffici competenti per le risorse umane, il medico evidenzia che il mandato è giunto alla scadenza senza che sia intervenuto un formale rinnovo o una proroga da parte dell’amministrazione sanitaria.
Alla luce di questa situazione, Malfa dichiara di non assumersi più le responsabilità organizzative e gestionali connesse alla guida della struttura complessa di Medicina interna del presidio saccense.
Resta da chiarire quali saranno le determinazioni dell’azienda sanitaria per garantire la continuità della direzione della Medicina interna del Giovanni Paolo II visto che a scadenza alcuna posizione è stata finora presa rispetto una situazione che si protrae da circa sette anni.
Infatti, l'unità operativa saccense dal 2019 non ha più un direttore, da quando non è più proseguita di fatto la convenzione che lega il reparto all'università di Palermo e dalla quale dovrebbe provenire il cosiddetto primario.
L'ultimo professore dell'ateneo palermitano alla guida dell'u.o.c. del presidio ospedaliero saccense è stato il professore Antonio Caroccio.
Poi la copertura della direzione tramite i facenti funzione, uno degli ultimi incarichi a Loriano Malfa, ora dimissionario.
Il reparto saccense sembra rappresentare quindi, un caso concreto di quel fenomeno chiamato
“clinicizzazione” delle strutture sanitarie, un fenomeno in costante espansione a livello sanitario e ben individuato dai sindacati medici dove la direzione di tali unità operative viene affidata a professori universitari nominati dal Rettore – e che quindi non devono superare un concorso come invece richiesto agli ospedalieri che si ritrovano non solo senza alcuno sbocco di carriera, ma che spesso devono anche farsi carico della responsabilità di occuparsi della formazione pratica dei medici specializzandi affidati a quel determinato reparto.
A Sciacca adesso la situazione sembra essersi ulteriormente aggravata poiché dallo scorso venerdì, uno dei reparti più importanti, non ha più neanche una guida.