Mattarella al Ventaglio critica tensioni elettorali premature · Risoluto
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Mattarella al Ventaglio definisce intempestive le tensioni elettorali e rilancia l'integrazione europea

Di ItalPress
Il presidente Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale

Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale la tradizionale cerimonia di consegna del Ventaglio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'evento ha visto la partecipazione di Alfonso Raimo, presidente dell'Associazione Stampa Parlamentare, insieme ai componenti del consiglio direttivo, ai direttori di quotidiani e agenzie, ai giornalisti accreditati e ai vertici di Fnsi e Ordine dei Giornalisti. Dopo il saluto di Raimo, il capo dello Stato ha pronunciato un discorso ricco di spunti politici e istituzionali. Il Ventaglio di quest'anno è stato realizzato da Piero Malatesta Piano, allievo dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, vincitore del concorso bandito d'intesa con l'Accademia di Belle Arti di Roma.

La necessità di riformare il sistema multilaterale con una spinta europea

Mattarella ha sottolineato come chi ha senso di responsabilità avverta l'esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale, procedendo a una riforma che lo doti di strumenti adeguati al mondo attuale e non a quello degli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Ha ricordato che il primo ministro canadese Carney ha auspicato chiaramente che una spinta protagonista in questa direzione provenga dall'Europa. Il presidente ha poi evidenziato come l'Unione Europea sia riuscita in pochi anni a trasformarsi da continente lacerato da guerre in una vasta area di pace e sviluppo comune, capace di attrarre persone da ogni parte del mondo.

L'Europa non è inerte e offre un modello alternativo agli scontri

Il capo dello Stato ha respinto le critiche di chi accusa l'Unione di scarsa incisività, osservando che spesso le stesse critiche arrivano da coloro che ne ostacolano strumenti decisionali più efficaci. Ha citato il continuo sviluppo di accordi di libero scambio con aree come Canada, Giappone, America meridionale e India, presentandoli come un messaggio di cooperazione alternativa alle pratiche di scontro commerciale o militare. Secondo Mattarella, l'Unione non è inerte né silenziosa di fronte alle invocazioni di responsabilità, pur tra numerose difficoltà interne ed esterne.

L'errore del 2022 e la necessità di una nuova Convenzione europea

Il presidente ha poi ricordato che nel 2022 fu un grave errore lasciar cadere lo sforzo della Conferenza sul futuro dell'Europa promossa dal Parlamento Europeo sotto la presidenza di David Sassoli. Quell'esercizio aveva coinvolto milioni di cittadini e l'abbandono dell'ipotesi di una nuova Convenzione per riformare i Trattati ha rappresentato una battuta d'arresto. Mattarella ha invitato a riprendere una riflessione seria e coraggiosa, ricordando che strumenti come l'Euro e Schengen sono nati come cooperazioni rafforzate nell'ambito del quadro giuridico attuale. Ha quindi sottolineato che una difesa comune europea non rappresenta una minaccia per nessuno, ma al contrario uno strumento per garantire la pace.

La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale

Il capo dello Stato ha lanciato un monito netto contro ogni forma di violenza, definendola un virus letale per la democrazia. Ha affermato che aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica e chi la giustifica. Ha inoltre denunciato il fenomeno del rifiuto di ascoltare le opinioni altrui, che genera un clima di intolleranza e avversione fanatica. Riferendosi agli episodi avvenuti in Val di Susa, ha parlato di comportamenti inammissibili che chiamano in causa le basi stesse della convivenza democratica, richiedendo una condanna senza esitazione né circospezione. Ha ribadito che in una società civile le regole comuni vanno rispettate e che adattare le leggi ai comportamenti individuali significa abdicare allo Stato.

Sulle migrazioni serve una strategia di governo, non l'emergenza

Mattarella ha richiamato l'appello di Papa Leone XIV sul fenomeno epocale delle migrazioni. Ha condiviso la considerazione del Pontefice sulla necessità di superare la logica dell'emergenza e di avviare interventi strategici di governo del fenomeno. L'unica via per evitare conseguenze disordinate è una strategia possibile e sostenibile. Il presidente ha poi espresso l'auspicio che almeno parte dell'attenzione dedicata a chi arriva venga rivolta anche a chi parte, riferendosi ai tanti giovani italiani che si trasferiscono all'estero non per scelta ma per necessità.

Tensioni elettorali premature e problemi quotidiani dei cittadini

Nella parte finale del discorso, il presidente si è soffermato sulla politica interna, definendo piuttosto intempestive le tensioni elettorali in corso. Ha auspicato che queste non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni. Un invito alla responsabilità che arriva in un momento di vivace dibattito politico e che il capo dello Stato ha voluto rilanciare con forza, nella cornice simbolica del Ventaglio che la stampa parlamentare gli consegna ogni anno.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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