Braccianti sfruttati nei campi tra Enna e Regalbuto, quattro misure cautelari · Risoluto
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Braccianti sfruttati nei campi tra Enna e Regalbuto, quattro misure cautelari

Di Giovanna Venezia
Braccianti sfruttati nei campi di arance tra Enna e Regalbuto, operazione dei carabinieri contro il caporalato.

Turni di lavoro che avrebbero raggiunto le 70 ore settimanali, pagamenti calcolati in base al numero di cassette di arance raccolte e sistemazioni abitative prive dei servizi essenziali. È il quadro ricostruito nell’ambito di un’operazione contro il caporalato condotta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Catania e dalla compagnia di Paternò.

L’indagine riguarda alcuni braccianti impegnati nella raccolta degli agrumi in aziende agricole situate nei territori di Regalbuto ed Enna.

I militari hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di quattro cittadini romeni.

Per uno di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre gli altri tre dovranno presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria. Il provvedimento è stato firmato dal gip di Enna su richiesta della Procura.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i lavoratori sarebbero stati costretti ad accettare condizioni particolarmente pesanti attraverso minacce e comportamenti violenti. Avrebbero inoltre operato senza il rispetto delle norme sulla sicurezza e sarebbero stati ospitati in ambienti degradati.

Gli accertamenti sono iniziati dopo la denuncia presentata da quattro cittadini marocchini, impiegati alle dipendenze di un uomo romeno che, per gli investigatori, avrebbe gestito di fatto l’attività imprenditoriale. I lavoratori sono stati assistiti dall’associazione Penelope.

L’indagato sottoposto ai domiciliari viene indicato dalla Procura come il datore di lavoro di fatto. Gli altri tre connazionali avrebbero invece controllato direttamente le attività nei campi, imponendo ritmi e carichi ritenuti eccessivi e utilizzando atteggiamenti intimidatori.

Gli stessi avrebbero gestito anche l’alloggio destinato ai braccianti: un immobile fatiscente, senza energia elettrica e acqua. Dal compenso maturato per il lavoro sarebbero state inoltre sottratte somme destinate al pagamento dell’affitto, alimentando, secondo l’accusa, una condizione di dipendenza economica e abitativa.

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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