Ndrangheta, sequestrati 4,7 milioni nel Vibonese · Risoluto
10

Ndrangheta, sequestrati 4,7 milioni a due soggetti vicini al clan Mancuso nel Vibonese

Di ItalPress
•
Sequestro beni 'ndrangheta: villaggi turistici e commercio ittico confiscati al clan Mancuso nel Vibonese

Un patrimonio stimato in oltre 4,7 milioni di euro è stato posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza su ordine del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento colpisce due individui ritenuti organici o comunque vicini alla cosca Mancuso, storicamente radicata nei comuni di Limbadi e Nicotera, in provincia di Vibo Valentia. L'operazione rappresenta un nuovo colpo ai patrimoni illeciti della criminalità organizzata calabrese, già al centro di numerose inchieste negli ultimi anni.

Le attività sequestrate tra villaggi turistici e commercio ittico

Il sequestro riguarda un complesso intreccio societario che comprende due società di capitali, un'impresa individuale e quote di un'altra società. Le attività economiche coinvolte spaziano dalla gestione di villaggi turistici situati sul litorale vibonese al commercio di prodotti ittici e floreali. Gli investigatori hanno inoltre accertato la presenza di patrimoni e interessi economici anche in altre regioni, precisamente tra Milano e Catania. Secondo quanto emerso dalle indagini, queste strutture imprenditoriali sarebbero state utilizzate per schermare interessi riconducibili alla criminalità organizzata, attraverso un sistema di intestazioni fittizie di quote e cariche societarie. Un modus operandi classico della 'ndrangheta, che mira a infiltrare l'economia legale per riciclare denaro sporco e gestire affari illeciti.

Il collegamento con l'inchiesta Carthago-Maestrale-Olimpo-Imperium

I provvedimenti di sequestro sono stati emessi nell'ambito di un procedimento di prevenzione collegato alla maxi inchiesta denominata Carthago-Maestrale-Olimpo-Imperium, che negli anni ha decapitato numerosi clan della provincia di Vibo Valentia. Uno dei due destinatari del sequestro è stato condannato in primo grado a 20 anni di reclusione con sentenza non definitiva, in quanto ritenuto intraneo alla cosca Mancuso. L'altro soggetto, deceduto prima della definizione del giudizio, era stato rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. Per i beni riconducibili ai suoi successori, il sequestro è stato disposto in via d'urgenza, in attesa del contraddittorio sulla possibile confisca definitiva. La vicenda giudiziaria si intreccia con altre operazioni sul territorio, come dimostra il recente sequestro di oltre 4,7 milioni che ha coinvolto anche attività commerciali a Catania.

L'impatto economico e sociale sul territorio vibonese

La confisca di beni per milioni di euro rappresenta un duro colpo per l'economia criminale del territorio. Le aziende coinvolte, attive in settori strategici come il turismo e il commercio alimentare, saranno ora oggetto di approfondimenti per accertare eventuali ulteriori ramificazioni. Le forze dell'ordine sottolineano come la infiltrazione mafiosa nel tessuto imprenditoriale locale sia una minaccia concreta, capace di alterare la concorrenza e di condizionare l'economia sana. Il sequestro preventivo mira a sottrarre risorse finanziarie alle organizzazioni criminali, impedendo loro di reinvestire in attività illecite o di mantenere il controllo su settori chiave. Le indagini proseguono per identificare altri possibili prestanome e complici.

Le reazioni istituzionali e le prospettive future

La Guardia di Finanza e la Procura di Catanzaro hanno ribadito l'importanza della collaborazione interforze e dell'analisi patrimoniale per contrastare la 'ndrangheta. L'operazione si inserisce in una più ampia strategia di aggressione ai patrimoni illeciti, che negli ultimi anni ha portato a sequestri miliardari in tutta la regione. Tuttavia, la lotta alla criminalità organizzata richiede anche un impegno sul fronte della prevenzione e della trasparenza societaria, per evitare che le intestazioni fittizie continuino a rappresentare un facile strumento di riciclaggio. Il caso vibonese dimostra ancora una volta come la 'ndrangheta sia in grado di penetrare nell'economia legale, ma anche come lo Stato, attraverso strumenti come la confisca dei beni, possa colpire al cuore il potere economico delle cosche.

Fonte: https://www.italpress.com/ndrangheta-sequestrati-oltre-47-milioni-a-due-soggetti-vicini-al-clan-mancuso-nel-vibonese

I

ItalPress

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.