Papa Leone XIV a Metz, no al riarmo e sì alla pace · Risoluto
10

Papa Leone XIV a Metz mette in guardia dall'illusione del riarmo e chiede sforzi creativi per la pace

Di ItalPress
•
Papa Leone XIV parla al Centro Congressi Robert Schuman a Metz contro il riarmo e per la pace

Nel cuore dell'Europa, precisamente a Metz, Papa Leone XIV ha lanciato un messaggio di pace e di dialogo interreligioso. Durante un incontro presso il Centro Congressi intitolato a Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell'Unione Europea, il Pontefice ha sottolineato l'importanza di trasformare le divisioni in ponti di speranza. All'evento era presente anche il presidente francese Emmanuel Macron.

Il Papa ha iniziato il suo discorso ricordando la figura di Robert Schuman, definendolo un uomo di fede e di convinzioni che ha saputo superare le fratture storiche per costruire l'unità europea. Ha poi evidenziato come la responsabilità comune di credenti di diverse religioni sia quella di testimoniare che al di là dei confini è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace. Il dialogo non sminuisce la propria identità, ma la esprime con semplicità e verità, aprendosi alla diversità dell'altro, ha affermato, citando il suo predecessore Papa Francesco.

Il dialogo interreligioso come strumento di pace

Papa Leone XIV ha ricordato che il dialogo tra persone di religioni differenti non è solo diplomazia, cortesia o tolleranza, ma ha l'obiettivo di stabilire amicizia e pace. Ha citato anche Giovanni Paolo II, che considerava il dialogo un'esigenza intrinseca della natura umana, e il filosofo Paul Ricœur, secondo cui il dialogo è la via per riconoscere l'alterità come una promessa e non come una minaccia. È un'arte dell'incontro di cui il mondo ha grande bisogno, agli antipodi dell'aggressività e della violenza, ha aggiunto.

Il Pontefice ha poi affrontato il tema del rapporto tra Europa e cristianesimo, sottolineando che non si può parlare dell'Europa senza menzionare il cristianesimo. Ha condannato con forza l'uso del nome di Dio per legittimare violenza o oppressione, definendolo una profanazione. Nulla di ciò che deturpa la dignità umana può rivendicare un'autentica ispirazione divina, ha detto. Il discorso religioso deve esortare a disarmare i cuori e le parole, e ogni persona è responsabile in quanto custode della propria tradizione.

Le religioni custodi della vita e della dignità umana

Papa Leone XIV ha poi sottolineato che la fecondità delle tradizioni religiose si manifesta nel servizio alla pace e alla fratellanza, ma anche nella capacità di proteggere, accompagnare e servire la vita. La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana, ha affermato. Le religioni sono custodi della vita e ne affermano il valore sacro. La loro fecondità si manifesta nella presenza amorevole accanto ai più vulnerabili e fragili. Servire la vita significa circondarla di cure, presenza e tenerezza, soprattutto nella prova, fino alla fine. A coloro che sono aperti alla trascendenza spetta la missione di offrire punti di riferimento solidi, in particolare ai giovani, per costruire una comunione che rispetti e valorizzi la dignità di ogni persona.

Il Papa ha poi lanciato un monito contro quella che ha definito l'illusione del riarmo. La ricerca della pace in Europa e nel mondo non deve essere confusa con un ingenuo irenismo, ha precisato. Citando ancora Schuman, ha ricordato che la pace mondiale non può essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano. Tuttavia, ha avvertito, bisogna guardarsi dall'illusione del riarmo. I ripetuti appelli a incrementare le spese militari sono spesso presentati con la giustificazione della pericolosità altrui. Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo sforzi creativi per promuovere la pace o se stiamo semplicemente cercando di arginare l'emorragia della guerra e prepararci a quelle che presumiamo debbano ancora venire, ha concluso.

Il discorso di Papa Leone XIV a Metz rappresenta un appello accorato alla responsabilità di tutti, credenti e non, per costruire un futuro di pace e di dialogo, superando le logiche di contrapposizione e di violenza. La sua visita in Francia, con la presenza di Macron, assume un significato particolare in un momento storico segnato da tensioni internazionali e conflitti. Il messaggio del Pontefice è chiaro e diretto, un invito a non cedere alla tentazione del riarmo e a investire invece in sforzi creativi per la pace.

Anche in Politica
I

ItalPress

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.