Un presidio fisso delle forze dell'ordine nel cuore dei caruggi, nuovi alloggi per gli agenti e un pacchetto di risorse aggiuntive per il potenziamento della polizia locale. Sono queste le misure annunciate dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e dalla sindaca di Genova Silvia Salis al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, riunito in prefettura. Un incontro che segna un cambio di passo nella strategia di contrasto al degrado e alla criminalità diffusa nel centro storico del capoluogo ligure.
Un presidio fisso in via Prè, nel cuore dei caruggi
La novità più attesa riguarda l'apertura di un posto di polizia fisso in via Prè, una delle zone più critiche e problematiche del centro storico genovese. Non si tratta di un semplice avamposto temporaneo, ma di una struttura destinata a operare in modo continuativo, con personale dedicato e una presenza costante sul territorio. La scelta di via Prè non è casuale, considerata la concentrazione di episodi di microcriminalità e di situazioni di disagio sociale che da anni interessano la zona. L'obiettivo dichiarato è quello di restituire sicurezza e vivibilità a residenti e commercianti, che da tempo denunciano una situazione insostenibile.
Il ministro Piantedosi ha spiegato che il piano prevede anche un potenziamento dei servizi ad alto impatto, che verranno resi sistematici e svolti quotidianamente con l'aggiunta di risorse. Tra queste, figurano anche le unità dei cosiddetti 'falchi', personale addestrato specificamente per intervenire in contesti complessi come quelli dei vicoli cittadini. Un approccio che punta a coniugare la presenza visibile e rassicurante delle forze dell'ordine con interventi mirati e specializzati.
Alloggi per gli agenti e ricerca immediata in tutto il centro storico
Accanto al presidio, il piano prevede la ricerca di alloggi destinati agli agenti che verranno impiegati stabilmente a Genova. La sindaca Silvia Salis ha annunciato che si partirà immediatamente con una ricognizione ad ampio raggio in tutto il centro storico, con l'obiettivo di individuare immobili idonei da destinare a questo scopo. Si tratta di una misura importante per favorire l'insediamento stabile delle forze di polizia, riducendo i disagi legati alla mobilità e migliorando la capacità di presidio del territorio.
La sindaca ha sottolineato come la richiesta della città sia arrivata al cuore del ministero, che ha messo a terra un progetto definito molto importante. «Siamo vicini a tutti i commercianti e a tutti gli abitanti del centro storico, abbiamo ascoltato il loro grido di aiuto e l'abbiamo riportato al ministero che oggi è qua a fare un piano comune», ha dichiarato Salis, evidenziando la sinergia istituzionale che ha portato a questo risultato. Un dialogo che ora si tradurrà in azioni concrete, con tempi definiti e risorse dedicate.
Risorse aggiuntive e incremento degli organici
Sul fronte delle risorse umane ed economiche, il ministro ha fornito numeri significativi. Tra il 2025 e il 2026 sono state destinate a Genova circa 860 unità di forze di polizia, che hanno praticamente colmato l'imponente turnover degli anni precedenti. Al 31 dicembre 2024, ha precisato Piantedosi, si registravano 154 unità di personale in meno rispetto a oggi, segno di un'inversione di tendenza rispetto al passato. A queste si aggiungono 1,16 milioni di risorse aggiuntive specificamente finalizzate ad assumere e pagare gli straordinari alla polizia locale, un ulteriore tassello per rafforzare la sicurezza urbana.
Il ministro ha definito l'incontro proficuo e ha annunciato che ulteriori segni di attenzione verranno destinati alla città nel prossimo futuro. La strategia complessiva punta a rendere strutturale la presenza delle forze dell'ordine nei luoghi più sensibili, supportando l'attività della squadra mobile e garantendo interventi rapidi ed efficaci. Un piano che, nelle intenzioni del Viminale e del Comune, dovrebbe produrre risultati tangibili già nei prossimi mesi, restituendo serenità a un centro storico che da troppo tempo chiede risposte concrete.
La scelta di via Prè come sede del presidio fisso rappresenta un segnale forte, non solo simbolico, della volontà di affrontare in modo diretto e continuativo le criticità della zona. La combinazione tra nuove assunzioni, straordinari pagati e presenza costante di personale addestrato delinea un modello operativo che potrebbe essere replicato in altre realtà urbane con problematiche simili. Resta ora da verificare l'effettiva rapidità nell'apertura del posto di polizia e nell'individuazione degli alloggi, passaggi cruciali per trasformare gli annunci in risultati concreti per i cittadini genovesi.