Un caso istituzionale ha scosso l'apertura del 66esimo Salone Nautico Internazionale di Genova. La sindaca Silvia Salis non è stata invitata sul palco per la cerimonia del taglio del nastro, alla presenza della premier Giorgia Meloni, del presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti e del presidente della Regione Liguria Marco Bucci. L'assenza della prima cittadina ha scatenato immediate reazioni politiche e una telefonata chiarificatrice dalla presidente del Consiglio.
Meloni chiama Salis dopo aver scoperto l'esclusione
Secondo fonti di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni è rimasta sorpresa e dispiaciuta nel constatare l'assenza di Silvia Salis sul palco. Durante la cerimonia, la premier ha chiesto direttamente a Piero Formenti il motivo dell'assenza della sindaca, apprendendo solo in quel momento che si era trattato di un errore dell'organizzazione. Subito dopo, Meloni ha telefonato a Salis per esprimere il proprio rammarico per quanto accaduto. La sindaca ha ringraziato la presidente per la chiamata, sottolineando però che restano da chiarire le responsabilità e le ragioni per cui il governatore Marco Bucci fosse presente.
Salis: 'Rappresento Genova, non personalizzo l'incarico'
«Io rappresento la città di Genova, non voglio fare polemica», ha dichiarato Silvia Salis a margine dell'evento. «Se l'obiettivo, come si vocifera, era quello di levarmi attenzione, non credo che sia stato raggiunto». La sindaca ha poi aggiunto un principio istituzionale. «Vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni. È stato un peccato non essere sul palco, ma voglio trasmettere il senso di servizio verso il nostro incarico. Non sono incarichi personali e non vanno personalizzati in nessun modo». Parole che suonano come una critica velata a chi, secondo lei, avrebbe strumentalizzato la cerimonia.
Bucci e Formenti scaricano la responsabilità sul cerimoniale
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha replicato di non sapere nulla dell'accaduto. «Mi hanno chiamato e sono andato su. Uno sgarbo? Io non vedo queste cose, ma non so nulla. Dal cerimoniale nemmeno a me avevano detto che dovevo andare su. Io da sindaco ci sono sempre andato», ha spiegato Bucci, ricordando la sua precedente esperienza come primo cittadino di Genova. Dal canto suo, Piero Formenti ha preso le distanze da qualsiasi decisione politica. «Non so se ci sono stati errori di scaletta, io non mi occupo di queste cose. Il Salone Nautico di Genova è la casa della sindaca Salis, con cui collaboriamo benissimo. Confindustria Nautica è trasversale, non è partitica, non sta da nessuna parte. Non vorrei essere coinvolto nella campagna elettorale». Incalzato dai cronisti, ha poi aggiunto con tono spazientito. «Dobbiamo fucilare qualcuno in piazza? Dobbiamo lapidare qualcuno? Basta. Io, se avessi avuto sul palco la sindaca Salis, sarei stato contentissimo».
La nota degli organizzatori e le scuse formali
In serata, gli organizzatori del Salone Nautico Internazionale hanno diffuso una nota ufficiale per chiarire la dinamica. «In relazione alle notizie circolate sulla stampa precisiamo che il cerimoniale dell'inaugurazione del 66mo Salone Nautico Internazionale non prevedeva la partecipazione al taglio del nastro né del Presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, né della Sindaca di Genova, Silvia Salis. Si chiarisce inoltre che la presidenza del Consiglio è completamente estranea all'accaduto». Una precisazione che, tuttavia, non ha placato le polemiche politiche. L'opposizione genovese e ligure ha parlato all'unanimità di sgarbo istituzionale gravissimo. Il Partito Democratico in Regione ha denunciato «una mancanza di rispetto nei confronti di un'intera comunità». Il Movimento 5 Stelle ha chiesto di sapere «chi e perché ha lasciato fuori Salis». Alleanza Verdi e Sinistra ha rincarato la dose. «Escludere la sindaca significa escludere la città di Genova». Italia Viva ha definito l'episodio «uno sgarbo istituzionale senza precedenti», mentre Azione lo ha considerato «un'offesa alla città e al rispetto democratico».
Un precedente che pesa sul cerimoniale e sulla politica locale
La vicenda assume un peso particolare perché, negli anni scorsi, l'inaugurazione del Salone Nautico si era sempre aperta con l'inno nazionale e l'alzabandiera, senza taglio del nastro, ma con i rappresentanti di Comune e Regione sempre messi sullo stesso piano. Quest'anno, l'introduzione del taglio del nastro ha creato una disparità di trattamento che ha ferito la sensibilità istituzionale della città. La telefonata di Meloni e le scuse indirette di Formenti non cancellano un fatto. A Genova, per un giorno, la politica ha oscurato la vetrina internazionale della nautica. E mentre il Salone prosegue con i suoi padiglioni e le sue anteprime, resta aperta la domanda su chi abbia materialmente deciso la scaletta e perché la sindaca sia stata esclusa. Un interrogativo che, in piena campagna elettorale, rischia di trasformarsi in un caso nazionale. La città attende risposte, non solo rammarico.