Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato che nel prossimo Consiglio dei ministri verrà presentato un decreto contenente il rinvio dello stop agli Euro5. La misura, secondo quanto dichiarato dal leader della Lega durante la trasmissione Mattino Cinque su Canale5, è già stata scritta al Ministero e punta a dare ossigeno a centinaia di migliaia di automobilisti in un momento economico complicato. L'obiettivo dichiarato è quello di lasciare tranquilli i proprietari di veicoli Euro5 per tutto il 2027, evitando che restino a piedi a causa di quella che Salvini definisce una decisione insensata da parte di Bruxelles.
La critica all'ideologia green europea e la richiesta di non penalizzare chi lavora
Il vicepremier non ha usato mezzi termini nel criticare l'approccio delle istituzioni europee. Ha affermato che l'ideologia pseudo green di Bruxelles sta causando danni per miliardi di euro e ha chiesto che ci sia gente più equilibrata al tavolo delle decisioni. La richiesta esplicita è quella di non rompere le scatole in un momento difficile alla gente che lavora. Salvini ha poi lanciato un avvertimento, spiegando che se Bruxelles continuerà su questa strada, il governo italiano si metterà di traverso. Una posizione netta che conferma la linea del esecutivo guidato da Giorgia Meloni, già espressa in altre occasioni attraverso provvedimenti come il taglio delle accise sul gasolio e l'abolizione del bollo auto.
Bollo auto, l'obiettivo è superare gli 80 kW e rendere la misura definitiva
Passando al capitolo bollo auto, Salvini ha spiegato che l'abolizione attuale non raggiunge tutti i proprietari di veicoli. Nella prossima legge di Bilancio, l'obiettivo della Lega e, secondo il vicepremier, dell'intero governo, è di salire sopra gli 80 kW per arrivare a coinvolgere un maggior numero di auto. Salvini ha anche ironizzato sul fatto che una certa sinistra, che in passato aveva aumentato il bollo, oggi si lamenti perché il governo lo ha tolto. L'impegno dichiarato è di rendere la misura definitiva negli anni per chi è già compreso adesso, ovvero la maggior parte delle auto, ma l'intenzione è anche quella di ampliare la platea dei beneficiari. Un segnale importante per il settore dell'automotive e per le famiglie italiane.
Superbollo, allo studio un intervento per il 2027 a favore di chi usa auto potenti per lavoro
Il ministro ha poi aggiunto un ulteriore tassello, spiegando di stare lavorando anche a un intervento sul superbollo per le auto di potenza superiore. La motivazione è che molte persone possiedono un'auto più potente per esigenze lavorative e si trovano a pagare migliaia di euro. Per loro, Salvini vorrebbe già dare un segnale nel 2027. Una misura che si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso il mondo produttivo e delle partite IVA, spesso penalizzate da costi fissi elevati legati alla mobilità.
Il futuro della Lega, unità del partito e sfide internazionali
Nel corso dell'intervista, Salvini ha spostato il focus sul partito, parlando di un fronte composto da decine di migliaia di volontari, 540 sindaci e governatori che ha definito eccezionali. Ha sottolineato che l'Italia vince se è unita e che la Lega vince se è unita. Il leader ha spiegato di raccogliere tutti gli stimoli e i suggerimenti, lavorando per ampliare e coinvolgere, ma ha anche messo in guardia dal rischio di avere partiti nei partiti. Secondo Salvini, le sfide internazionali sono talmente importanti che non si può perdere tempo su beghe politiche e alchimie. La Lega, ha concluso, deve essere protagonista del futuro e non del passato. Una dichiarazione che arriva in un momento politico delicato, con il governo impegnato su più fronti, dalla manovra economica alle riforme.
La posizione espressa da Salvini su Euro5 e bollo auto rappresenta un punto di rottura con le politiche ambientaliste più restrittive promosse dall'Unione europea. Il rinvio dello stop agli Euro5 al 2027, se confermato nel decreto, avrà un impatto significativo sul mercato dell'usato e sulla vita di milioni di italiani che non possono permettersi l'acquisto di un'auto elettrica o ibrida. La questione si intreccia con il dibattito sulla transizione ecologica e sulle politiche di sostegno ai redditi medio-bassi, temi centrali nell'agenda politica nazionale. Nei prossimi giorni si attendono conferme ufficiali sul contenuto del decreto e sulle tempistiche di approvazione.