La Uefa ha dichiarato guerra alla Fifa. Con una mossa senza precedenti, la Confederazione del calcio europeo ha annunciato che le sue 55 federazioni affiliate non parteciperanno a nessuna competizione organizzata dalla Federcalcio internazionale finché resterà in piedi la proposta di cedere la proprietà della Coppa del Mondo a investitori privati. La decisione, presa all'unanimità durante una riunione d'emergenza a Nyon, rappresenta il punto di rottura di un conflitto che covava da mesi.
Il comunicato ufficiale della Uefa è durissimo. "Respingiamo all'unanimità e senza riserve la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni a investitori privati", si legge nella nota. "La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita".
Una proposta nata in segreto e ritenuta una vera abdicazione di responsabilità
Secondo la Uefa, il piano è stato concepito senza alcuna consultazione con le parti interessate. "È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all'approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport", prosegue la nota. "Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa come custode del calcio mondiale".
La Uefa sottolinea che le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano di fronte a un ultimatum: accettare l'acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. "Questa non è una 'decisione democratica', ma un governo basato sull'intimidazione, un atto di coercizione indegno di un'istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale", aggiunge la nota.
Il rischio che il calcio diventi ostaggio degli azionisti e non più dei tifosi
La preoccupazione maggiore della Uefa riguarda il futuro del calcio se passasse sotto il controllo di investitori privati. "Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana", spiega la Uefa. "In questa maniera ogni decisione sul calendario internazionale, sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che migliora il nostro sport, ma da ciò che serve agli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale".
L'organismo europeo è categorico: "Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario".
Nessuna nazionale Uefa parteciperà a tornei Fifa finché la proposta non verrà ritirata
La decisione della Uefa è immediata e vincolante per tutte le federazioni affiliate. "Nessuno ha l'autorità morale per vendere ciò che è semplicemente custodito per le generazioni future", afferma la nota. "A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in piedi, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata".
La Uefa conclude con una dichiarazione di principio: "Ci sono momenti in cui le istituzioni non vengono giudicate da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò che si rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio e apparterrà per sempre al calcio. E finché l'Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita".
La reazione della Fifa non si è ancora fatta attendere, ma la frattura con il calcio europeo è ormai profonda. Il braccio di ferro potrebbe compromettere l'organizzazione dei prossimi Mondiali e di altri tornei internazionali. I tifosi di tutto il mondo seguono con apprensione l'evolversi della situazione, mentre la Uefa si prepara a difendere l'integrità del calcio contro quelle che considera pressioni estranee allo sport.