Sciacca, primarie di coalizione per ricomporre il centrosinistra: l’ipotesi per superare lo scontro nel Pd · Risoluto
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Sciacca, primarie di coalizione per ricomporre il centrosinistra e superare lo scontro nel Pd

Di Giovanna Venezia
Primarie di coalizione a Sciacca per ricomporre il centrosinistra e superare lo scontro nel Pd

Le primarie di coalizione potrebbero rappresentare la strada per risolvere il “caso Sciacca” all’interno del Partito democratico e provare a ricomporre il centrosinistra in vista delle elezioni amministrative del 2027.

Lo scontro che da tempo attraversa il Pd saccense non sembra più possibile da ricompattare se non con una nuova prova di misura.

Da una parte c’è il sindaco Fabio Termine, entrato nel Partito democratico insieme agli esponenti provenienti da Mizzica; dall’altra l’area riformista che fa riferimento al deputato regionale Michele Catanzaro.

Una divisione diventata ancora più profonda dopo la revoca degli assessori Valeria Gulotta e Simone Di Paola e il successivo contrasto tra il primo cittadino e il direttivo democratico, che aveva chiesto l’azzeramento della giunta senza ottenere dal sindaco la risposta auspicata.

La crisi saccense è stata seguita anche dai livelli regionali e nazionali del Pd, proprio per il peso politico assunto dalla vicenda.

Il nodo, adesso, riguarda soprattutto le prossime elezioni comunali.

Termine ha già manifestato la volontà di ricandidarsi, ma resta da comprendere quale sarà il rapporto con il Pd e quale coalizione potrà sostenerlo.

Nel frattempo, nell’area riformista potrebbe maturare una candidatura alternativa.

Il rischio concreto è quello di arrivare al 2027 con due proposte provenienti dallo stesso campo politico e con una nuova competizione interna al centrosinistra.

Una prospettiva evidenziata anche nelle più recenti analisi politiche locali, nelle quali non viene esclusa perfino l’assenza del simbolo del Pd.

Le primarie di coalizione potrebbero sciogliere questo nodo trasferendo la scelta dagli organismi di partito agli elettori del centrosinistra.

Fabio Termine, un eventuale candidato dell’area Catanzaro e altri rappresentanti delle forze civiche e progressiste potrebbero confrontarsi pubblicamente su programmi, risultati amministrativi e prospettive per la città.

Ed è qui che si concretizzerebbe meglio l'ipotesi di un campo largo con Ia partecipazione di Controcorrente di Ismaele La Vardera risultata vincente ad Agrigento.

Non si tratterebbe soltanto di scegliere un nome. Una consultazione aperta potrebbe servire a stabilire il perimetro della coalizione, misurare il consenso reale dei candidati e costruire una legittimazione politica più ampia attorno al vincitore.

In tal senso, l'area riformista potrebbe trovare un naturale candidato in Simone Di Paola, gia' assessore esautorato di Termine ed ex segretario provinciale del partito.

La parola “primarie”, del resto, è già tornata nel dibattito politico cittadino in vista delle amministrative.

Lo strumento, però, funzionerebbe soltanto in presenza di regole condivise e di un accordo preventivo da fare al più presto.

Per il Pd, dunque, la scelta potrebbe essere tra una lunga trattativa interna, con il rischio di arrivare alle elezioni più diviso di come gia' è , oppure una competizione trasparente capace di coinvolgere direttamente cittadini e simpatizzanti.

Le primarie di coalizione non cancellerebbero automaticamente le differenze politiche, ma potrebbero offrire una via d’uscita democratica a una crisi che, senza una soluzione, rischia di consegnare al centrosinistra saccense due candidature contrapposte.

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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