Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato in una intervista al Giornale i punti cardine della politica industriale che il governo intende consolidare con la prossima manovra finanziaria. Al centro dell'intervento ci sono incentivi per l'intelligenza artificiale e il cloud, strumenti ritenuti strategici per accompagnare la transizione digitale delle piccole e medie imprese italiane. L'obiettivo dichiarato è rendere strutturale il Nuovo Piano Transizione 5.0, affinché il sostegno alla modernizzazione degli impianti e dei processi produttivi non resti una misura temporanea ma diventi un pilastro stabile della politica economica nazionale.
Software e cloud al centro della manovra
Secondo quanto spiegato dal ministro, la manovra rafforzerà la politica industriale dispiegata negli ultimi anni, puntando in modo particolare sull'adozione del software anche attraverso il cloud e sull'impiego dell'IA nei processi produttivi delle Pmi. Si tratta di un passaggio considerato decisivo per colmare il divario tecnologico che ancora separa molte aziende italiane dai competitor europei. Urso ha anche annunciato l'intenzione di completare la riforma degli incentivi, con la razionalizzazione e l'accorpamento di quelli gestiti dal dicastero, per renderli più semplici e accessibili.
Business Wallet e riforma dell'artigianato
Tra le novità figura l'istituzione del Business Wallet, il portafoglio digitale delle imprese pensato per centralizzare documenti, credenziali e informazioni utili alla gestione aziendale. Il ministro ha inoltre confermato l'attuazione della delega per la riforma quadro dell'artigianato, un settore che rappresenta una fetta rilevante del tessuto produttivo italiano. Sul fronte della crescita dimensionale, come richiesto da Confindustria, il governo intende sostenere i processi di aggregazione tra imprese attraverso incentivi dedicati, nella convinzione che la scala sia un fattore determinante per competere sui mercati internazionali.
Raffinerie e jet fuel, la stima del 30%
Urso si è soffermato anche sul settore della raffinazione, sottolineando come dalle raffinerie italiane si stimi di ottenere un aumento del 30% della produzione di jet fuel, il carburante di cui il Paese resta deficitario. Per benzina e gasolio, ha precisato, l'Italia è già esportatore netto. Il ministro ha criticato con durezza la linea seguita in passato dall'Europa, definendo una follia la sollecitazione alla chiusura delle raffinerie nel continente. L'Italia, ha rivendicato, non ha seguito quella strada e ha invece prima salvato l'Isab di Priolo e poi tutelato con il Golden power gli impianti di IP e Saras.
Bioraffinerie, al via il cantiere Eni Versalis
In parallelo, il governo ha accelerato sulle bioraffinerie, considerate un tassello della transizione energetica e della sicurezza degli approvvigionamenti. Nel breve periodo sarà aperto anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo, un investimento che conferma la centralità della Sicilia orientale nel panorama petrolchimico nazionale. Il quadro tracciato dal ministro delinea dunque una strategia a doppio binario, da un lato la spinta sull'innovazione digitale con IA e cloud, dall'altro la difesa e il rilancio della capacità industriale ed energetica del Paese. Un approccio che, secondo Urso, punta a rendere strutturali gli interventi e a dare continuità alla politica industriale, evitando che le misure restino episodiche. La manovra, in questo senso, sarà il banco di prova per verificare la sostenibilità e l'efficacia del disegno annunciato.