Flat tax 5% e 15% in busta paga 2026: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate · Risoluto
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Agenzia delle Entrate chiarisce la flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per i rinnovi contrattuali 2024-2026

Di Giacomo Cascio
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Flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per rinnovi contrattuali 2024-2026

Importanti chiarimenti per i lavoratori dipendenti del settore privato arrivano dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 3/E del 2026. Il documento spiega come applicare le nuove agevolazioni fiscali introdotte dalla legge di Bilancio 2026, sciogliendo molti dubbi interpretativi. Le novità riguardano due regimi agevolati distinti: la flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio da rinnovi contrattuali e la flat tax al 15% su turni, lavoro notturno e festivo.

Flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio da rinnovo contrattuale

La prima agevolazione interessa i lavoratori dipendenti del settore privato che lo scorso anno hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33mila euro lordi. Per questa categoria, gli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi sottoscritti nel triennio 2024-2026 non saranno tassati con l'Irpef ordinaria, ma usufruiranno di un'imposta sostitutiva pari al 5%. Tale imposta sostituisce l'Irpef e le relative addizionali regionali e comunali limitatamente agli aumenti salariali previsti dalla norma.

Una delle novità più significative è che l'agevolazione si applica anche agli arretrati contrattuali. L'Agenzia delle Entrate ha confermato che la tassazione agevolata si estende alle somme riferite ad annualità precedenti, purché siano corrisposte dal datore di lavoro tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e derivino da rinnovi contrattuali siglati nel periodo 2024-2026.

Inoltre, il beneficio non riguarda solo gli aumenti dello stipendio base. Rientrano nell'agevolazione anche gli incrementi retributivi collegati alla retribuzione delle ferie, alle festività soppresse e ai permessi contrattuali. Il trattamento fiscale di favore continua ad applicarsi anche quando l'incremento retributivo previsto dal rinnovo assorbe un superminimo individuale riconosciuto al lavoratore: secondo l'Agenzia, l'incremento mantiene la stessa funzione economica e conserva il diritto all'imposta sostitutiva.

Attenzione però: non tutti gli importi erogati dal datore di lavoro possono usufruire della flat tax al 5%. Restano esclusi i pagamenti straordinari una tantum che non rappresentano veri incrementi retributivi derivanti dal rinnovo del contratto collettivo.

Flat tax al 15% per lavoro notturno, festivo e turni

La manovra 2026 ha introdotto anche una seconda flat tax, fissata al 15%, destinata ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a 40mila euro. A favore di tali dipendenti si applica un'imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e indennità percepite nel 2026 per lavoro notturno, lavoro festivo, attività svolta nei giorni di riposo settimanale e lavoro su turni. L'agevolazione può essere applicata entro il limite massimo complessivo di 1.500 euro all'anno.

Tra i chiarimenti più significativi forniti dall'Amministrazione finanziaria c'è quello relativo al lavoro svolto di domenica. La tassazione agevolata si applica anche quando la prestazione lavorativa viene effettuata nel giorno festivo per eccellenza, indipendentemente dal fatto che il riposo settimanale sia fissato in un altro giorno. Inoltre, l'agevolazione spetta anche per le indennità di reperibilità, purché previste dalla contrattazione collettiva: il beneficio fiscale vale anche quando il lavoratore, pur essendo reperibile, non viene effettivamente chiamato a intervenire. L'Agenzia motiva questa scelta perché l'indennità remunera una condizione di disponibilità che limita la libertà personale.

Nel perimetro del regime agevolato rientrano anche le maggiorazioni per lavoro straordinario notturno, lo straordinario festivo e alcune indennità specifiche, come quelle di pernottamento previste dalla contrattazione.

Limiti e condizioni per l'applicazione delle agevolazioni

L'Agenzia ha ribadito che le imposte sostitutive non possono essere applicate se il datore di lavoro non adotta un contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl). Pertanto, gli importi riconosciuti solo sulla base di accordi aziendali o territoriali, in assenza di un contratto collettivo applicato dall'impresa, non possono beneficiare delle agevolazioni.

Regole specifiche esistono per il part-time verticale: la tassazione agevolata si applica solo quando la prestazione lavorativa viene effettuata nei giorni che, secondo l'organizzazione ordinaria dell'orario lavorativo, dovrebbero essere destinati al riposo.

Infine, l'Agenzia delle Entrate ricorda che il lavoratore non è obbligato ad applicare le imposte sostitutive. È possibile rinunciare espressamente alla tassazione agevolata, scegliendo che le somme siano tassate con l'Irpef normale. Questa opzione può essere conveniente in particolari situazioni fiscali personali, da valutare caso per caso.

In sintesi, la circolare n. 3/E del 2026 definisce in modo puntuale l'ambito di applicazione delle due agevolazioni fiscali, estendendo il beneficio agli arretrati contrattuali e a varie indennità. I chiarimenti offrono maggiore certezza sia ai datori di lavoro chiamati ad applicare le nuove regole sia ai dipendenti, che potranno verificare con più facilità il corretto trattamento fiscale delle somme in busta paga.

Domande e risposte

Chi può beneficiare della flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio?
I lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente non superiore a 33mila euro lordi, che hanno ricevuto aumenti retributivi da rinnovi contrattuali sottoscritti nel triennio 2024-2026.
La flat tax al 5% si applica anche agli arretrati contrattuali?
Sì, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che l'agevolazione si estende agli arretrati corrisposti nel 2026, purché derivino da rinnovi contrattuali siglati nel periodo 2024-2026.
Quali somme sono escluse dalla flat tax al 5%?
Sono esclusi i pagamenti straordinari una tantum che non rappresentano veri incrementi retributivi legati al rinnovo del contratto collettivo.
Cosa prevede la flat tax al 15% per lavoro notturno e festivo?
È un'altra agevolazione introdotta dalla manovra 2026, riservata ai lavoratori con reddito fino a 40mila euro, che tassa al 15% le maggiorazioni per turni, lavoro notturno e festivo.
L'aumento retributivo che assorbe un superminimo individuale è agevolato?
Sì, secondo l'Agenzia delle Entrate, l'incremento conserva la funzione economica e mantiene il diritto all'imposta sostitutiva del 5%.
Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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