Andrea Sempio, il consulente informatico di Vigevano coinvolto nell'inchiesta sulla morte di Chiara Poggi, ha rilasciato una lunga intervista che andrà in onda questa sera nel corso della trasmissione Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa su Rai 1. Nel corso del colloquio, Sempio ha espresso forti perplessità sulla ricostruzione finale dell'accusa, definendola un racconto tirato per i capelli. La sua posizione emerge con chiarezza quando afferma che, se ci sono dubbi o se qualcosa non è stato svolto al cento per cento, è giusto rifare l'indagine e verificare, specialmente se in passato sono stati commessi errori.
Sempio rivendica la correttezza delle indagini del 2016 ma teme un errore giudiziario
Riguardo al suo coinvolgimento nel 2016, Sempio ha dichiarato di non vedere errori nelle indagini di allora. Tuttavia, ha aggiunto che il pensiero che possa esserci un errore da qualche parte è possibile, poiché la giustizia è amministrata da uomini e quindi possono sbagliare. La paura di essere vittima di un errore è concreta, soprattutto qualora uno degli elementi che oggi vengono puntati contro di lui non venisse ritenuto spiegabile. In quel caso, secondo Sempio, si tratterebbe effettivamente di un errore.
La ricostruzione dell'accusa e l'ossessione per Chiara Poggi non reggono secondo Sempio
Entrando nel dettaglio delle accuse, Sempio ha criticato la tesi secondo cui avrebbe sviluppato un'ossessione per Chiara Poggi. Ha ricordato che questa ossessione sarebbe dimostrata da video che, a suo dire, non sono stati visti. Ha poi ipotizzato che, stando a questa ricostruzione, lui avrebbe dovuto provare a contattarla al telefono, magari minacciandola, per poi essere accolto in casa da lei qualche giorno dopo, oppure scavalcare e aspettare nel cortile che lei facesse uscire i gatti, che furono poi ritrovati in casa. Sempio conclude che si tratta di aver fatto quadrare tanti elementi, ma il risultato finale non regge.
Il TG1 svela nuovi dubbi sul cucchiaino e un verbale del RIS del 2007 contraddice Marino
Nel frattempo, il TG1 ha lanciato nuovi interrogativi sugli accertamenti genetici del delitto di Garlasco. In esclusiva, il telegiornale ha reso noto che un verbale del RIS di Parma datato 4 settembre 2007 attesta che era già stato acquisito un campione biologico sulla salma di Chiara Poggi, destinato ai confronti genetici. Tuttavia, l'allora capitano Alberto Marino, sentito dai magistrati di Pavia il 10 settembre scorso, ha dichiarato di non ricordare che quel campione fosse stato trasmesso al RIS, spiegando così la scelta di utilizzare il cucchiaino ritrovato nella villetta per ricavare il DNA della vittima. Questa ricostruzione solleva nuovi interrogativi ora al vaglio degli inquirenti.
La vicenda giudiziaria resta complessa e in continua evoluzione. Le dichiarazioni di Sempio e i nuovi elementi emersi dal TG1 potrebbero avere un peso significativo sul prosieguo delle indagini. La difesa di Sempio punta a dimostrare l'infondatezza delle accuse, mentre gli inquirenti dovranno chiarire i punti oscuri emersi nelle ultime ore. L'intervista integrale andrà in onda stasera, offrendo al pubblico ulteriori spunti di riflessione.