Chi compirà 67 anni nel 2027 senza una pensione propria e conta sull'assegno sociale dovrà attendere almeno un mese in più rispetto a chi ha raggiunto lo stesso traguardo nel 2026. Non è un caso isolato. Il requisito anagrafico di questa prestazione si sposta in avanti di anno in anno e, nel giro di un triennio, l'attesa complessiva può allungarsi di mezzo anno, con effetti concreti sulle tasche di chi arriva alla vecchiaia senza contributi.
Una prestazione per chi non ha pensione
Nell'immaginario collettivo l'assegno sociale viene associato alle casalinghe o a chi si è dedicato alla famiglia senza mai versare contributi. La lettura è riduttiva. Il sostegno assistenziale è pensato per chiunque, per le ragioni più disparate, arrivi alla vecchiaia senza aver costruito una pensione. A differenza di quanto accade per il trattamento previdenziale, qui non rileva la storia contributiva. L'accertamento procede in due fasi distinte, prima il controllo dell'età, poi quello del reddito.
Il requisito segue la speranza di vita
Da molti anni la soglia anagrafica dell'assegno sociale ricalca quella della pensione di vecchiaia. Chi ha maturato i contributi richiesti accede al trattamento previdenziale all'età prevista. Chi non ha diritto a una pensione, perché privo di contributi o senza quelli necessari, deve attendere la stessa soglia prima di presentare domanda. Con l'espressione speranza di vita si indica la durata media che statisticamente resta da vivere alla popolazione. Quando cresce, l'età pensionabile viene ritoccata verso l'alto e l'adeguamento si riflette anche sull'aiuto destinato a chi non ha una pensione. Per tutto il 2026 la soglia resta ferma a 67 anni.
Gli scatti previsti tra 2027 e 2029
Nel 2027 la soglia sale di un mese e diventa 67 anni e un mese. Un anno dopo avanza di altri due mesi e tocca quota 67 anni e 3 mesi. I due mesi del 2028 si sommano a quello del 2027, non lo sostituiscono. Per il 2029 il quadro non è ancora fissato. La Ragioneria Generale dello Stato ha segnalato che l'età pensionabile potrebbe dover crescere di altri tre mesi. Se l'indicazione trovasse conferma, dal primo gennaio 2029 l'assegno sociale richiederebbe 67 anni e 6 mesi. Gli scatti si cumulano, un mese nel 2027, due nel 2028 e, se la previsione sarà confermata, tre nel 2029, portando il totale a sei mesi in più rispetto ai 67 anni richiesti nel 2026.
Due esempi per capire il calendario
Chi compie 67 anni a marzo 2027 raggiunge il requisito ad aprile, perché servono 67 anni e un mese. Chi li compie a giugno 2028 dovrà aspettare settembre, perché servono 67 anni e 3 mesi. Il calcolo, insomma, non coincide più con il giorno del compleanno e va verificato con precisione prima di presentare domanda, anche per non perdere mesi di arretrati.
Il reddito pesa quanto l'età
Superato il requisito anagrafico, resta da verificare il reddito. Gli importi di riferimento sono quelli del 2026. L'assegno sociale ammonta a 546,24 euro al mese. Moltiplicando quella cifra per tredici mensilità si ricava il limite annuo di reddito che una persona non coniugata non deve superare. Per le persone sposate si guarda invece al reddito della coppia e il limite raddoppia, pari a due volte l'importo annuo dell'assegno. Chi non è coniugato e non ha alcun reddito può ottenere la prestazione nella misura piena. Quando c'è un coniuge, la somma riconosciuta dipende anche da quanto entra in famiglia, più il reddito sale più l'assegno si assottiglia, fino a scomparire oltre le soglie fissate.
Cosa conviene verificare prima dei 67 anni
Chi si avvicina ai 67 anni e non ha una pensione dovrebbe calcolare con precisione la data in cui matura il requisito, perché dal 2027 il conteggio non coincide più con il compleanno. Quanto agli anni oltre il 2028, bisognerà attendere la conferma dell'ulteriore scatto. Il consiglio resta lo stesso, tenere monitorata la propria posizione reddituale e anagrafica con largo anticipo, così da presentare domanda nel mese esatto in cui il diritto si apre. Sul fronte previdenziale le novità si intrecciano con altre misure in discussione, come dimostrano i recenti aggiornamenti sugli adempimenti e scadenze previdenziali seguiti dagli addetti ai lavori.