Una nuova sentenza del Giudice di Pace di Lecce riaccende i riflettori sulla annosa questione della omologazione degli autovelox. La pronuncia n. 22860/2026, depositata lo scorso 15 settembre, ha annullato una sanzione elevata dal Comune di Galatina lungo la strada statale 101, accogliendo il ricorso di un automobilista multato con un dispositivo Photored Dr. La decisione assume un peso particolare perché affronta direttamente gli effetti del cosiddetto decreto 'Salvavelox' (decreto ministeriale n. 125/2026), pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 luglio 2026 ed entrato in vigore il giorno successivo, che molti enti locali speravano potesse sanare le procedure pregresse.
Il decreto ministeriale non retroagisce e non aggiorna i dispositivi già in uso
Il giudice leccese ha respinto la tesi dell'amministrazione comunale, che sosteneva l'applicabilità della nuova disciplina anche alle apparecchiature approvate prima della sua entrata in vigore. Nella motivazione si legge che il decreto ministeriale dell'8 giugno 2026 richiamato dall'ente 'non trova applicazione nel caso di specie e perché i fatti sono antecedenti e perché il dispositivo in questione non risulta ancora aggiornato con la targhetta identificativa a seguito di nuova procedura di taratura e verifica'. Un doppio ostacolo, dunque, temporale e tecnico, che impedisce di considerare sanata la posizione degli autovelox non omologati.
La Cassazione aveva già distinto approvazione e omologazione
La sentenza si allinea a un orientamento consolidato della Corte di Cassazione, che in più occasioni (Cass. n. 1332/2025, n. 10505/2024 e n. 20913/2024) ha ribadito come l'omologazione dell'autovelox sia condizione necessaria per la legittimità delle sanzioni. Particolare rilievo aveva assunto anche la posizione della Suprema Corte rispetto a una circolare del Ministero dell'Interno del 23 gennaio 2025, che tentava di equiparare funzionalmente approvazione e omologazione. I giudici di legittimità avevano giudicato tale argomento incompatibile con i principi dell'ordinamento, ricordando che le circolari amministrative non hanno valore normativo e non possono modificare né disapplicare una norma di rango primario, come l'articolo 142 del Codice della strada, che prescrive la 'debita omologazione' per i misuratori di velocità.
Il caso Photored Dr e il difetto di omologazione
La vicenda trae origine dalla multa comminata a un automobilista per eccesso di velocità, con conseguente decurtazione dei punti dalla patente. Dopo il ricorso in sede amministrativa, la questione è approdata davanti al Giudice di Pace. Al centro delle contestazioni è stata posta la regolarità del titolo autorizzativo dell'apparecchiatura. La difesa ha sostenuto che il dispositivo fosse stato approvato dal Ministero, ma non omologato. Il giudice ha accolto il ricorso e annullato l'ordinanza-ingiunzione, di importo superiore a 400 euro, ritenendo fondata la contestazione. Nella motivazione ha osservato che i decreti dirigenziali ministeriali del 2016 e del 2020 avevano disposto l'approvazione del Photored Dr e non la sua omologazione, e che si tratta di procedimenti amministrativi differenti, cui non può essere attribuito automaticamente il medesimo effetto giuridico.
Le ricadute sui Comuni e il contenzioso in corso a Lecce
La pronuncia si intreccia direttamente con le scelte dell'amministrazione comunale di Lecce, impegnata nel mantenimento e potenziamento dei sistemi di controllo elettronico della velocità. Con una determinazione dell'8 settembre 2026, il settore Polizia locale ha disposto la proroga tecnica del contratto con Project Automation S.p.A. per il periodo compreso tra il 1° ottobre 2026 e il 31 marzo 2027, per un importo complessivo di 40.260 euro, suddiviso in 20.130 euro sul bilancio 2026 e altrettanti sul bilancio 2027. Parallelamente è stata avviata la procedura per il nuovo affidamento triennale del servizio di noleggio di due dispositivi fissi, per un valore stimato di 210.066 euro oltre IVA. Sul versante giudiziario, il contenzioso continua a produrre conseguenze finanziarie per l'ente, poiché le sentenze che annullano le sanzioni possono determinare il riconoscimento di debiti fuori bilancio. La questione dell'omologazione resta quindi un nodo aperto, che alimenta ricorsi e incertezze per le casse comunali. Per approfondire le implicazioni giuridiche, è possibile consultare l'analisi completa della sentenza.