Carta Docente, 500 euro a precario con due ore · Risoluto
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Carta del Docente, Tribunale di Varese riconosce 500 euro a precario con due ore di lezione a settimana

Di Giacomo Cascio
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Carta del Docente: sentenza Tribunale di Varese riconosce 500 euro a insegnante precario con due ore settimanali

Un insegnante precario con un contratto a tempo determinato e un orario ridottissimo ha ottenuto il riconoscimento dell'intero importo della Carta del Docente, pari a 500 euro. La decisione è arrivata dal Tribunale di Varese con la sentenza n. 175/2026, che ha accolto il ricorso del docente e ha condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito al pagamento delle spese legali, quantificate in circa 700 euro, oltre agli interessi e agli accessori di legge.

Un incarico di sole due ore settimanali per conversazione in francese

La vicenda riguarda un docente che aveva stipulato un contratto di supplenza dalla durata particolare. Il rapporto di lavoro era iniziato il 22 novembre 2023 e si era concluso il 30 giugno 2024, quindi fino al termine delle attività didattiche. Nonostante la formalizzazione dell'incarico, l'orario settimanale era estremamente esiguo, appena un paio di ore dedicate alla conversazione in lingua francese. Per questo motivo, al lavoratore non era stata attribuita la Carta del Docente, lo strumento introdotto dall'articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per sostenere la formazione e l'aggiornamento professionale degli insegnanti.

Dopo una diffida rimasta senza risposta, il docente si è rivolto al giudice del lavoro. Il Tribunale di Varese ha ritenuto che la sola natura precaria del rapporto e la ridotta entità dell'orario non potessero giustificare la negazione del beneficio. Ha quindi riconosciuto il diritto all'intero importo di 500 euro, senza applicare alcuna riduzione proporzionale alle ore effettivamente svolte. La sentenza ha inoltre disposto l'attribuzione della Carta elettronica, anziché un semplice risarcimento monetario, poiché il docente risultava ancora inserito nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) per l'anno scolastico 2025/2026.

La Cassazione aveva già aperto la strada ai precari con incarichi annuali

La pronuncia del giudice lombardo si inserisce in un contenzioso ormai consolidato sul diritto alla Carta del Docente per gli insegnanti non di ruolo. Già la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29961/2023, aveva stabilito che i precari con incarichi annuali fino al 31 agosto e con supplenze fino al termine delle attività didattiche, cioè al 30 giugno, hanno diritto al beneficio. I giudici di legittimità avevano argomentato che, per queste tipologie di incarico, la prestazione è comparabile a quella dei docenti di ruolo e che la sola natura a tempo determinato del rapporto non può giustificare un trattamento deteriore. Alla base vi è anche il principio di non discriminazione sancito dalla Direttiva 1999/70/CE sui rapporti di lavoro a tempo determinato.

La giurisprudenza ha progressivamente escluso che la precarietà del rapporto possa di per sé impedire l'accesso ai 500 euro. Tuttavia, la questione della misura dell'importo per chi lavora con orari particolarmente ridotti è ancora aperta. Con l'ordinanza interlocutoria n. 24317/2026, la Suprema Corte ha rimesso alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea alcune questioni relative ai docenti a tempo determinato con un part-time inferiore al 50 per cento dell'orario settimanale. Tra i quesiti sottoposti ai giudici europei vi è proprio quello se la Carta debba essere riconosciuta nello stesso importo previsto per il tempo pieno oppure secondo un criterio proporzionale all'orario lavorato.

La decisione di Varese non chiude il dibattito sui micro-spezzoni

La sentenza n. 175/2026 rappresenta una pronuncia favorevole al docente nel caso concreto, ma non significa che il diritto ai 500 euro integrali sia ormai definitivamente stabilito per qualsiasi insegnante con un micro-spezzone. Il Tribunale di Varese ha ritenuto sufficiente la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della Carta, senza operare riduzioni proporzionali. Tuttavia, la questione generale sull'importo spettante ai titolari di contratti con poche ore settimanali resta oggetto di esame da parte della Corte di Giustizia UE.

La vicenda giudiziaria tra il professore e il Ministero si aggiunge quindi a un quadro in continua evoluzione. Dopo il riconoscimento del beneficio ai precari con supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto, il confronto si sposta ora sulla quantità di ore necessarie per ottenere l'intero importo. La decisione di Varese, in attesa del pronunciamento europeo, offre un precedente significativo per tutti i docenti con incarichi ridotti che si vedono negare la Carta. Come riportato da Brocardi.it, la sentenza conferma che la strada del ricorso può portare a risultati concreti anche per chi insegna poche ore a settimana.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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