Bonus fiscale 2026 dipendenti pubblici, tetto 800 euro · Risoluto
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Bonus fiscale 2026 per dipendenti pubblici, l'Agenzia delle Entrate chiarisce il tetto degli 800 euro

Di Giacomo Cascio
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Calcolatrice e documenti fiscali sullo sfondo di una scrivania: bonus 800 euro dipendenti pubblici 2026

L'Agenzia delle Entrate, con la Risposta all'interpello n. 173/2026, ha fornito chiarimenti attesi da migliaia di lavoratori della pubblica amministrazione in merito alla tassazione agevolata sui compensi accessori prevista dalla legge di bilancio per il 2026. La norma, contenuta nell'articolo 1, comma 237, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, introduce un'imposta sostitutiva del 15% in luogo dell'IRPEF ordinaria e delle addizionali regionali e comunali per il trattamento economico accessorio del personale non dirigenziale. Il beneficio riguarda l'intero anno e si applica anche alle indennità di natura fissa e continuativa, ma non è automatico. Il dipendente può infatti rinunciarvi con una dichiarazione scritta, qualora la tassazione ordinaria risulti per lui più conveniente.

Il limite di 800 euro si calcola sull'intero anno e non sulla singola erogazione

Uno dei passaggi più rilevanti della risposta n. 173/2026 riguarda l'estensione del beneficio fiscale. L'Agenzia ha precisato che il tetto di 800 euro non deve essere applicato erogazione per erogazione, bensì sull'ammontare complessivo dei compensi agevolabili percepiti nel corso del 2026. La lettura discende direttamente dal testo normativo, che circoscrive la misura al solo anno in corso e la vincola espressamente a questo importo massimo annuo. Di conseguenza, un dipendente che riceve più voci accessorie nei dodici mesi deve sommarle per verificare se supera la soglia, senza considerarle separatamente. Questo chiarimento assume particolare importanza per quei lavoratori che percepiscono indennità legate a turni, straordinari, reperibilità o altre voci retributive accessorie distribuite nell'arco dell'anno.

La soglia dei 50.000 euro va verificata sul reddito del 2026

La norma subordina l'accesso al beneficio al possesso di un reddito da lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro, senza però specificare a quale periodo d'imposta fare riferimento. Il sostituto d'imposta che ha presentato l'istanza di interpello proponeva di verificare la soglia già con riguardo al 2026, eventualmente sulla base di proiezioni reddituali, salvo poi procedere a un conguaglio successivo. L'Agenzia delle Entrate ha confermato questa impostazione, chiarendo che in mancanza di un'indicazione normativa diversa la soglia dei 50.000 euro va controllata guardando proprio al 2026, l'anno per cui il beneficio è stato introdotto. Il datore di lavoro pubblico non deve quindi fare riferimento al reddito dell'anno precedente per stabilire se un dipendente può accedere alla tassazione ridotta.

Le conseguenze pratiche per i datori di lavoro pubblici

La conseguenza pratica ricade sui datori di lavoro pubblici, che agiscono come sostituti d'imposta. Nel corso del 2026 possono assoggettare all'aliquota del 15% le voci che ritengono riconducibili al trattamento economico accessorio, a condizione che il totale annuo non superi gli 800 euro e che il dipendente rimanga, nello stesso periodo, entro i 50.000 euro di reddito da lavoro dipendente. Se la situazione reddituale del lavoratore dovesse cambiare nel corso dell'anno, sarà necessario un conguaglio in sede di chiusura del rapporto o di conteggio annuale delle competenze. Si tratta di un adempimento che richiede particolare attenzione da parte degli uffici del personale, chiamati a monitorare costantemente le posizioni individuali.

Chi resta escluso dall'agevolazione fiscale

Non tutto il pubblico impiego rientra nella misura. Restano fuori gli appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate, già destinatari di un regime fiscale di favore autonomo previsto dall'articolo 45, comma 2, del decreto legislativo n. 95 del 2017. Per il personale delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale già beneficiario di analoghe misure agevolative introdotte da precedenti provvedimenti, il vantaggio del 15% si aggiunge a quanto già riconosciuto, senza sostituirlo. La platea dei beneficiari resta comunque ampia e comprende la maggior parte dei dipendenti non dirigenziali delle amministrazioni pubbliche, inclusi gli enti locali e le amministrazioni centrali. Per approfondire le novità normative e fiscali, è possibile consultare la sezione dedicata alle notizie giuridiche e agli approfondimenti sul bonus fiscale 2026.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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