Cashback sanitario, rimborso immediato del 19%: la proposta · Risoluto
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Cashback sanitario, Forza Italia propone il rimborso immediato del 19% sulle spese mediche

Di Giacomo Cascio
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Illustrazione del cashback sanitario con rimborso immediato del 19% sulle spese mediche proposto da Forza Italia

Nelle settimane che precedono la legge di Bilancio 2027, torna al centro del dibattito politico una proposta destinata a incidere sul bilancio di milioni di famiglie italiane. Si tratta del cosiddetto cashback sanitario, un meccanismo che consentirebbe di recuperare subito, o quasi, la detrazione del 19% sulle spese mediche, senza dover attendere la dichiarazione dei redditi dell'anno successivo. A rilanciare l'idea è Forza Italia, che ha deciso di portarla all'attenzione del Governo in vista della prossima Manovra.

Come funziona oggi la detrazione del 19% e perché i tempi sono lunghi

Per comprendere la portata della proposta è necessario partire dalla normativa vigente. L'articolo 15, comma 1, lettera c) del D.P.R. 917/1986 riconosce una detrazione IRPEF del 19% su una serie di spese sanitarie, tra cui farmaci, visite specialistiche, esami di laboratorio e altre prestazioni mediche. Tuttavia, lo sconto non si applica all'intero importo speso, ma solo alla parte che eccede una franchigia fissa di 129,11 euro. Prendiamo un esempio concreto. Se una persona sostiene 1.000 euro di spese mediche detraibili in un anno, la detrazione viene calcolata su 870,89 euro, ovvero la somma al netto della franchigia. Il risparmio fiscale effettivo sarà quindi di circa 165,47 euro, pari al 19% di quella cifra. Il problema principale, però, non è l'importo ma il tempo necessario per ottenere il rimborso. La detrazione viene recuperata attraverso il Modello 730 o il Modello Redditi relativo all'anno in cui la spesa è stata effettuata. Ciò significa che chi paga una visita nel 2026 potrà beneficiarne solo nel 2027, con il 730/2027 riferito all'anno d'imposta 2026. Analogamente, le spese sostenute nel 2025 vengono rimborsate con la dichiarazione presentata nel 2026. Un'attesa che può superare i dodici mesi e che il cashback sanitario mirerebbe a eliminare.

Il vantaggio per i redditi bassi e il problema dell'incapienza fiscale

L'aspetto forse più interessante della proposta non riguarda soltanto la rapidità del rimborso. Il sistema delle detrazioni, infatti, presenta un limite che penalizza proprio i contribuenti con redditi più modesti, ovvero il problema della cosiddetta incapienza fiscale. Una detrazione opera riducendo l'imposta dovuta, ma se l'IRPEF è molto bassa o addirittura pari a zero, una parte del beneficio va perduta perché non c'è abbastanza imposta da cui scalare lo sconto. Questo accade frequentemente a pensionati con assegni contenuti o a lavoratori con redditi ridotti, i quali, pur sostenendo spese mediche anche significative, non riescono a recuperarle integralmente. Forza Italia ha indicato proprio questa criticità tra le motivazioni della proposta, sostenendo che un rimborso immediato potrebbe giovare anche alle fasce economicamente più fragili. Tuttavia, molto dipenderà dall'architettura della misura. Se il cashback fosse un vero rimborso anche per gli incapienti, l'impatto sociale sarebbe rilevante. Se invece si limitasse ad anticipare la detrazione, chi non ha capienza IRPEF continuerebbe a restare escluso. Restano ancora da definire la platea dei beneficiari, i limiti di reddito e le modalità di erogazione.

Pagamenti tracciabili e Sistema Tessera Sanitaria, le regole già operative

Qualsiasi nuovo meccanismo dovrà confrontarsi con le norme già in vigore. Dal 2020, in virtù dell'articolo 1, commi 679 e 680, della legge 160/2019, la detrazione del 19% per molte spese sanitarie spetta solo se il pagamento è tracciabile, ossia effettuato con carta, bancomat, bonifico o altri strumenti elettronici. Il contante resta ammesso, senza perdere la detrazione, per l'acquisto di medicinali e dispositivi medici e per le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale. Un elemento che potrebbe agevolare l'introduzione del cashback è il Sistema Tessera Sanitaria. Le informazioni sulle spese mediche vengono già inviate a questa piattaforma e utilizzate per predisporre la dichiarazione precompilata. L'infrastruttura, dunque, esiste già e potrebbe diventare lo strumento attraverso cui calcolare e accreditare il rimborso anticipato. Del resto, in Parlamento erano già state presentate proposte sperimentali basate su rimborsi periodici delle spese sanitarie registrate tramite il Sistema Tessera Sanitaria, pensate soprattutto per i contribuenti con redditi più bassi. Un precedente che testimonia come l'idea non sia del tutto nuova, ma che necessita di una cornice normativa e di coperture finanziarie.

Cosa manca perché il cashback sanitario diventi operativo

Nonostante l'interesse suscitato, la strada è ancora in salita. Ad oggi non sono stati definiti né un tetto di reddito per accedere al beneficio, né un limite massimo di rimborso, né la frequenza degli accrediti. E soprattutto manca il punto decisivo per qualsiasi misura fiscale, ovvero le coperture finanziarie. Anche l'espressione rimborso immediato va interpretata con prudenza. Potrebbe indicare un accredito dopo ogni singolo pagamento, un rimborso mensile o trimestrale, oppure un sistema completamente diverso, ancora tutto da progettare. Molto dipenderà dalla versione che arriverà sul tavolo del Governo. Quel che è certo è che il cashback sanitario si candida a essere uno dei dossier fiscali più seguiti nel percorso verso la legge di Bilancio 2027. Per ora, chi sostiene spese mediche deve continuare a conservare scontrini e ricevute e a pagare con strumenti tracciabili, in attesa di capire se e come cambieranno le regole. Una cosa è certa, la proposta potrebbe rappresentare un passo avanti verso un fisco più equo e tempestivo, ma solo se accompagnata da risorse adeguate e da una chiara definizione dei requisiti.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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