Nella sede dell'Aran, il 7 ottobre 2026, è stata sottoscritta l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell'Area Sanità relativo al triennio 2025-2027. La firma è arrivata al termine di una trattativa serrata, iniziata formalmente il 1° ottobre e proseguita con una serie di incontri tecnici che hanno permesso di sciogliere i nodi rimasti aperti. A siglare l'intesa sono stati il presidente dell'agenzia, Antonio Naddeo, e tutte le organizzazioni sindacali presenti al tavolo negoziale. L'accordo riguarda complessivamente circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, una platea che l'Aran suddivide in 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici.
Cosa prevede l'ipotesi di accordo per il triennio 2025-2027
Il testo firmato non è ancora il contratto definitivo, ma una preintesa che dovrà essere ratificata dalle assemblee dei lavoratori e poi stipulata in via formale. Una volta perfezionato, l'accordo coprirà il periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2027, sia per la parte economica sia per quella normativa, e produrrà effetti dal giorno successivo alla stipulazione definitiva, fatte salve le diverse decorrenze fissate dalle singole norme. Le aziende sanitarie avranno l'obbligo di applicare entro 30 giorni gli istituti contrattuali vincolati e automatici, come gli aumenti dello stipendio tabellare e le indennità.
Aumenti in busta paga, 240 euro lordi in più al mese dal 2026
Il cuore economico dell'intesa ruota attorno all'incremento dello stipendio tabellare. La crescita è di 125 euro lordi al mese a partire dal 1° gennaio 2025 e di ulteriori 240 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2026, entrambi su tredici mensilità. In queste cifre è già inclusa l'anticipazione erogata con la legge di bilancio per il 2025. A regime, lo stipendio tabellare annuo lordo raggiunge i 53.125,77 euro. A partire dal 1° gennaio 2026 aumentano anche le indennità di specificità, che vengono fissate in 11.653,30 euro annui lordi per quella medico-veterinaria e in 2.556,60 euro per quella sanitaria. Per chi proviene dall'ex II livello, medici e veterinari, l'indennità è di 15.389,72 euro nel 2026 e sale a 16.058,72 euro dal 2027. Chi dirige una struttura complessa percepirà dal 2027 un'indennità di 11.826 euro annui.
Secondo le stime dell'Aran, l'incremento medio a regime è di 560 euro mensili su tredici mensilità. La composizione è la seguente, 393 euro derivano dal rinnovo contrattuale vero e proprio e 167 euro dai fondi aggiuntivi previsti per legge. Gli allegati economici quantificano anche gli arretrati maturati fino al 31 dicembre 2026, al netto dell'indennità di vacanza contrattuale. Si tratta di 6.118,50 euro lordi per ciascun medico o veterinario e di 4.873,74 euro per ciascun dirigente sanitario o delle professioni sanitarie. L'accordo prevede che tali somme vengano corrisposte con le modalità e i tempi stabiliti dagli accordi integrativi aziendali.
Retribuzioni di posizione, le nuove cifre dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 cambia anche la parte fissa della retribuzione di posizione, calcolata su tredici mensilità. Ai direttori di struttura complessa spettano 23.226 euro annui lordi nell'area chirurgica, 21.937 euro nell'area medica, nella dirigenza sanitaria e in quella delle professioni sanitarie, e 20.646 euro nel territorio e nella dirigenza veterinaria. Le strutture semplici dipartimentali o distrettuali e l'altissima professionalità dipartimentale valgono 16.130 euro, le articolazioni interne a una struttura complessa 14.194 euro e l'alta specializzazione 9.000 euro. Il contratto introduce inoltre due passaggi legati all'esperienza. L'incarico professionale iniziale vale 3.500 euro dal terzo anno, con 2.686,77 euro fino ad allora. Gli incarichi di consulenza, studio e ricerca arrivano a 8.500 euro al decimo anno e valgono 7.273,86 euro nel frattempo. Per i dirigenti con rapporto esclusivo e valutazione positiva opera la clausola di garanzia, che assicura una posizione minima di 7.273,86 euro con almeno cinque anni di anzianità e meno di dieci, e di 10.500 euro con almeno venti anni.
Un incarico per ogni dirigente, è un diritto contrattuale
L'incarico è un diritto del dirigente e un obbligo per l'azienda, anche per i neoassunti, per i quali decorre dalla presa di servizio. Chi ha meno di cinque anni di anzianità resta con l'incarico professionale iniziale, che dura al massimo cinque anni. Superata quella soglia, e con valutazione positiva, l'azienda deve conferire un nuovo incarico entro 60 giorni dalla verifica. Per gli incarichi di consulenza, studio, ricerca, ispezione e controllo non è necessaria una selezione. Per strutture semplici, altissima professionalità e alta specializzazione si passa attraverso un avviso interno. Gli incarichi durano da cinque a sette anni e, con una valutazione positiva a fine mandato, si rinnovano senza una nuova procedura. Il nuovo assetto sostituisce la disciplina precedente dal 1° gennaio 2027. Nell'anzianità utile rientra anche il servizio prestato come specialista ambulatoriale interno, veterinario o di altre professionalità sanitarie ambulatoriali, se svolto con contratto a 38 ore settimanali e seguito dal passaggio nella dirigenza secondo le regole del testo.
Orario di lavoro, ore eccedenti e pronta disponibilità
L'orario resta di 38 ore settimanali, quattro delle quali riservate a formazione, Ecm, didattica e ricerca. Delle quattro ore l'azienda può recuperarne mezz'ora ogni settimana, fino a 26 ore annue, e destinarle ai tempi di attesa o agli obiettivi di cura e prevenzione definiti con il budget. Cambia il trattamento delle ore oltre l'orario. Non si possono programmare, devono emergere dai sistemi di rilevazione aziendali e ogni mese le conferma il dirigente responsabile. Si smaltiscono con riposi, anche di una giornata intera, nel corso dello stesso anno. Dal 2027 la quota non recuperata per ragioni organizzative conta ai fini degli obiettivi annuali, entro un tetto legato al fondo di risultato. Le ore ulteriori si recuperano nel primo semestre dell'anno seguente e, se non basta, nei sei mesi successivi. Si ricorre allo straordinario solo in situazioni eccezionali o quando il dirigente è richiamato in servizio durante la pronta disponibilità. Dal mese successivo alla sottoscrizione del contratto le tariffe sono di 32,64 euro l'ora di giorno, 36,89 euro di notte o nei festivi e 42,57 euro nei turni notturni festivi. L'indennità oraria di pronta disponibilità sale a 2,40 euro lordi, aumentabili in sede integrativa. Chi viene chiamato in servizio recupera subito le ore mancanti alle undici di riposo oppure, in via eccezionale, entro i tre giorni successivi.
Ferie, riposi e indennità giornaliera
Durante le ferie spetta una nuova indennità giornaliera. Si calcola sul 50 per cento delle indennità per servizio notturno, festivo, guardie e Pronto soccorso percepite nell'anno solare precedente, diviso per dodici e poi per ventisei, e viene riconosciuta solo se raggiunge almeno 8 euro. Il lavoro in una festività infrasettimanale dà diritto a un riposo compensativo equivalente alle ore prestate.
Aggressioni, permessi e intelligenza artificiale
L'azienda deve garantire la sicurezza del dirigente sul luogo di lavoro. Se l'aggressione viene da terzi, si fa carico della tutela legale in tutti i gradi di giudizio, consulenti tecnici e fasi preliminari compresi, e può costituirsi parte civile. Al dirigente spetta il supporto psicologico aziendale e, se lo specialista lo richiede, può utilizzare fino a 30 giorni di ferie e riposi solidali ceduti dai colleghi. Sui permessi, i dirigenti con malattie oncologiche, invalidanti o croniche che comportano un'invalidità pari o superiore al 74 per cento hanno dieci ore annue in più per visite, esami e cure, in applicazione della legge n. 106 del 2025. La regola vale anche per il genitore di un figlio minorenne con le stesse patologie. Le aziende dovranno poi garantire percorsi formativi sull'intelligenza artificiale, compresi i rischi per privacy e cybersicurezza, e sulla prevenzione delle aggressioni, sul rischio clinico e sulla sicurezza delle cure. I criteri di funzionamento dei sistemi di IA che incidono sul rapporto di lavoro sono materia di confronto aziendale con i sindacati.