Il Consiglio dei ministri, con la seduta n. 191 del 2 ottobre 2026, ha dato il via libera a due ipotesi di rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027 che riguardano complessivamente circa 830mila lavoratori pubblici. I testi sono stati presentati dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e delineano due percorsi distinti per altrettante categorie di dipendenti statali. Per entrambe le platee, però, l'aumento non comparirà sui cedolini paga prima di alcune settimane.
Il primo contratto interessa circa 430mila persone tra Forze di polizia e Forze armate. Il secondo coinvolge 403.617 dipendenti di Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane. Per quest'ultimo comparto, il Governo ha autorizzato Zangrillo a esprimere parere favorevole sull'ipotesi siglata il 21 luglio 2026 dall'Aran e dalle organizzazioni sindacali. Nella stessa giornata l'esecutivo ha approvato anche il Documento programmatico di finanza pubblica, che definisce il quadro contabile della prossima legge di bilancio.
Funzioni locali, 152 euro medi ai comunali
Un dipendente comunale potrà contare, a regime, su circa 152 euro lordi mensili in più. Per chi lavora in Regioni, Province, Città metropolitane e altri enti, comprese le Camere di commercio, la media scende a circa 140 euro. Lo stanziamento complessivo equivale al 5,36 per cento del monte salari 2023. La quota più consistente, pari al 4,99 per cento, va ad aumentare lo stipendio tabellare, ovvero la componente di base della retribuzione. Lo 0,37 per cento rafforza invece il Fondo risorse decentrate.
Nel comparto, dove la retribuzione media si attesta a 33.115,23 euro, rientrano anche gli insegnanti delle scuole comunali e gli educatori degli asili nido gestiti direttamente dagli enti. Ai Comuni arrivano poi risorse aggiuntive per il salario accessorio, cioè indennità, produttività e altre voci che si sommano allo stipendio base. La legge di Bilancio 2026 le ha fissate in 50 milioni di euro per il 2027 e in 100 milioni annui a partire dal 2028.
Intelligenza artificiale e nuove professionalità
Come già accaduto per le Funzioni centrali, il contratto introduce per la prima volta una sezione dedicata all'intelligenza artificiale. Questi strumenti dovranno essere sicuri, affidabili e trasparenti, rispettando la dignità delle persone e la riservatezza dei dati. Il limite più netto riguarda le decisioni. Se una scelta incide in modo rilevante sul rapporto di lavoro, non potrà essere presa soltanto da un algoritmo, ma servirà sempre l'intervento adeguato di una persona.
Nasce inoltre la professionalità del social media e digital manager. Nei giorni di ferie spetta un'indennità giornaliera, parametrata a quanto il dipendente ha incassato l'anno precedente a titolo di indennità di turno, di servizio esterno e per condizioni di lavoro. Il Fondo risorse decentrate diventa più semplice da costituire, mentre crescono tutele e flessibilità per chi ha problemi di salute, propri o dei familiari.
Polizia e militari, incremento medio di 189 euro
Per militari e forze dell'ordine le ipotesi sono due e risalgono al 15 luglio 2026. Una riguarda i non dirigenti delle Forze di polizia, a ordinamento civile e militare, l'altra i non dirigenti delle Forze armate. A regime l'incremento medio è di circa 189 euro lordi al mese. Di questi, 173,50 euro confluiscono nello stipendio e nelle indennità fisse e continuative, compresi i rialzi dell'indennità mensile pensionabile per la polizia e dell'importo aggiuntivo pensionabile per le Forze armate. La differenza deriva in buona parte dal nuovo calcolo dello straordinario.
Alla nascita di un figlio si avranno tre giorni di congedo o licenza straordinaria in più, e il congedo parentale sarà utilizzabile fino ai 14 anni del figlio. Gli aumenti partono dal 1° gennaio 2025 e per questo spettano anche gli arretrati, stimati in circa 2.448 euro lordi per il biennio 2025-2026.
Perché il cedolino non riporta la cifra annunciata
Le cifre ufficiali sono medie lorde e fotografano il contratto a regime, quindi si discostano da ciò che ciascuno troverà effettivamente in busta paga. Rileva innanzitutto il fattore tempo. L'incremento si realizza in tre scaglioni, con decorrenza dal 1° gennaio di ogni anno dal 2025 al 2027, e la cifra piena arriva solo con l'ultimo passaggio.
Conta poi la posizione individuale. Due colleghi dello stesso ente non ricevono necessariamente lo stesso importo, perché incidono inquadramento, grado o qualifica e posizione economica. Infine c'è il Fisco. Dall'importo lordo vanno detratti i contributi previdenziali a carico del dipendente e l'Irpef, che varia con il reddito complessivo e le detrazioni di ciascuno.
Tempi di pagamento, da novembre le prime somme
Sul cedolino, per ora, non cambia nulla. Per le Funzioni locali manca ancora la certificazione della Corte dei conti. Seguirà la firma definitiva di Aran e sindacati, con l'inserimento delle indicazioni del Ministero dell'Economia sulla retribuzione di posizione e di risultato. La sottoscrizione potrebbe avvenire nell'ultima settimana di ottobre e aprire la strada ai pagamenti da novembre. Gli arretrati ammontano in media a circa 1.136 euro, con calcolo riferito a ottobre 2026, e verranno versati in un'unica soluzione.
Per polizia e Forze armate servono invece due decreti del Presidente della Repubblica, e solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale arriveranno cedolini aggiornati e arretrati. Chi vuole approfondire i risvolti giuridici dei rinnovi contrattuali può consultare le notizie giuridiche dedicate al settore pubblico, mentre per il quadro normativo di riferimento resta utile il confronto con i testi normativi e le massime aggiornate.