La corsa verso la legge di Bilancio 2027 entra nel vivo e Forza Italia torna a spingere sull'aumento delle pensioni minime, una battaglia storica del partito. L'obiettivo dichiarato è portare gli assegni più bassi fino a 850 euro netti al mese, partendo dagli attuali 630 euro circa previsti per il prossimo anno. Una proposta che coinvolgerebbe oltre un milione di pensionati e che richiederebbe uno stanziamento vicino al miliardo di euro, secondo le stime diffuse dagli esponenti azzurri.
L'annuncio è arrivato da due nomi di peso del partito. Alessandro Cattaneo, deputato e responsabile dei Dipartimenti, ha parlato di un intervento mirato e selettivo, sottolineando la necessità di adeguare subito gli assegni al costo della vita. Secondo Cattaneo, il tema riguarda molte persone in difficoltà e rappresenta ormai una vera emergenza sociale. Sulla stessa linea Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, che in un'intervista al Foglio ha rilanciato un modello preciso, ispirato all'articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, la Finanziaria del secondo governo Berlusconi.
Il precedente del 2001 e l'incremento al milione
Quella norma, nota come incremento al milione, portò le pensioni più basse a un milione di lire al mese attraverso la maggiorazione sociale, un meccanismo ancora oggi in vigore che garantisce assegni integrati a chi ha redditi molto bassi e requisiti anagrafici specifici. Mulè ha spiegato che l'Inps avrebbe già effettuato i calcoli. Per portare a 800 euro netti le pensioni di oltre 1 milione e 100mila pensionati con reddito minimo servirebbero circa 450 milioni di euro. Con un miliardo di euro, ha aggiunto, si potrebbe arrivare quasi a 850 euro netti al mese. Resta però aperto il nodo delle coperture, che al momento nessuno ha indicato in modo preciso.
Quanto valgono oggi le minime e l'effetto dell'inflazione
Nel 2026 il trattamento minimo Inps è fissato a 611,85 euro al mese. Con le maggiorazioni previste per chi ne ha diritto, l'assegno arriva a circa 620 euro. Questo importo è il risultato di due interventi distinti. Il primo è la rivalutazione automatica dell'Inps, pari all'1,4%. Il secondo è una piccola maggiorazione aggiuntiva decisa dal governo, pari all'1,3%. Per il 2027 c'è una novità importante legata all'inflazione. Dopo il rialzo dei prezzi registrato ad agosto, l'Istat stima un'inflazione acquisita del 2,9%. Questo significa che tutte le pensioni verranno ritoccate verso l'alto, anche senza interventi specifici del governo.
Il dato definitivo sarà fissato dal ministero dell'Economia a novembre e gli eventuali conguagli arriveranno a gennaio 2027. Senza la maggiorazione governativa, le minime salirebbero di appena 10 euro circa, fino a circa 630 euro. Per questo Forza Italia punta ad arrivare almeno a 700 euro, sfruttando anche la rivalutazione più alta. Il 22 settembre l'Istat ha comunicato il dato definitivo sul deficit 2025, un numero da cui dipendono i reali margini di spesa della manovra. La sola rivalutazione degli assegni legata all'inflazione costerà già parecchio, riducendo lo spazio per interventi aggiuntivi.
La proposta della Lega e l'aumento dei requisiti dal 2027
Le pensioni minime non sono l'unico tema sul tavolo della maggioranza. La Lega chiede di bloccare l'aumento dell'età pensionabile e di permettere a tutti di uscire dal lavoro a 64 anni. In cambio, l'assegno verrebbe ricalcolato con il sistema contributivo e quindi risulterebbe più basso. Secondo il sottosegretario Claudio Durigon, servirebbero almeno 25 anni di contributi e una pensione pari ad almeno tre volte l'assegno sociale. Intanto una regola è già certa perché è legge. Dal 1° gennaio 2027 i requisiti salgono. Per la pensione di vecchiaia serviranno 67 anni e 1 mese. Per la pensione anticipata serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.
Tutte le altre misure, comprese le minime a 850 euro, sono ancora solo proposte. Le risorse sono limitate e i partiti di maggioranza dovranno trovare un compromesso. Per sapere quanto aumenteranno davvero le pensioni minime bisognerà aspettare il testo della legge di Bilancio, atteso in autunno. La partita si gioca su un equilibrio fragile tra promesse elettorali, vincoli di bilancio e pressione sociale. La proposta di Forza Italia, per ora, resta un cantiere aperto. Il tema delle pensioni minime si intreccia con altre questioni di attualità, come le novità normative che accompagnano ogni manovra economica. Anche il dibattito sulle misure fiscali per le famiglie e i lavoratori dipendenti resta centrale. E non mancano i confronti sulle riforme previdenziali che potrebbero cambiare il panorama nei prossimi anni.