Legge 104, due familiari stesso giorno senza sovrapposizione oraria · Risoluto
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Legge 104, due familiari possono assistere lo stesso giorno senza sovrapporre le fasce orarie

Di Giacomo Cascio
Due familiari si alternano nell'assistenza a una persona con disabilità, con permessi legge 104 in fasce orarie diverse

Un quesito ricorrente tra i lavoratori dipendenti riguarda la possibilità di assistere un genitore anziano o un altro familiare in condizione di disabilità grave nella stessa giornata. Fino a poco tempo fa, la normativa sembrava lasciare poco spazio a soluzioni flessibili, ma un recente parere dell'ARAN ha chiarito i termini della questione, offrendo un quadro più duttile per l'organizzazione familiare. Il parere n. 37654 del 16 luglio 2026 ha stabilito che due familiari, come ad esempio due fratelli o un coniuge e un figlio, possono assentarsi dal lavoro lo stesso giorno, a patto che le loro fasce orarie di permesso non coincidano. Questa precisazione rappresenta un punto di svolta per chi deve gestire l'assistenza continuativa a una persona cara, perché consente di coprire l'intera giornata senza lasciare scoperto il familiare assistito.

Più familiari per lo stesso beneficiario, la nuova flessibilità post 2022

La legge 104, all'articolo 33 comma 3, prevede permessi mensili retribuiti per chi assiste una persona con disabilità grave. Fino al 2022, la fruizione era limitata a un unico referente, ma il decreto legislativo 105 del 2022 ha introdotto un cambiamento sostanziale. Oggi, più familiari possono essere autorizzati ad assistere la stessa persona, alternandosi nella cura. Questo ha ampliato le possibilità, ma ha anche generato dubbi sulla gestione pratica dei permessi, in particolare quando più lavoratori dipendenti della stessa famiglia intendono assentarsi nella medesima giornata. La risposta dell'ARAN arriva a chiarire proprio questo aspetto, fornendo un'interpretazione che facilita la vita a molte famiglie.

Il tetto mensile resta unico per ogni assistito

Ogni lavoratore ha diritto a tre giorni di permesso al mese, frazionabili anche in ore. Tuttavia, quando più familiari assistono la stessa persona, il limite complessivo non si moltiplica per il numero di richiedenti, ma rimane ancorato al singolo assistito. In pratica, se due figli assistono lo stesso genitore, il totale dei giorni di permesso utilizzabili da entrambi non può superare i tre giorni mensili complessivi. Le assenze vanno calcolate in un'ottica unitaria, riferita alla persona assistita. Questo principio vale sia per il settore privato che per il pubblico impiego, dove il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Centrali (sottoscritto il 12 febbraio 2018) all'articolo 33 consente di trasformare i giorni in ore, fino a un massimo di 18 ore mensili, definendo anche le modalità di richiesta e comunicazione all'amministrazione di appartenenza.

Stesso giorno e orari differenti secondo il parere ARAN

Il nodo cruciale affrontato dall'ARAN riguarda la fruizione oraria dei permessi. La domanda è se due familiari possano assentarsi lo stesso giorno senza violare le regole. La risposta dell'Agenzia è affermativa, a condizione che le fasce orarie non si sovrappongano. Il contratto collettivo, spiega l'ARAN, disciplina le modalità pratiche del permesso a ore, ma non introduce alcun obbligo di collocare le assenze in giornate distinte quando i beneficiari sono più di uno. Ciò che conta è la mancata sovrapposizione. Un familiare può assentarsi al mattino e un altro nel pomeriggio, purché entrambe le assenze siano finalizzate all'assistenza della stessa persona e non coincidano nello stesso arco temporale. Questa flessibilità consente di garantire una presenza continuativa al familiare assistito, adattandosi meglio alle esigenze reali di chi necessita di cure costanti.

Il parere n. 37654 del 16 luglio 2026 e i suoi effetti

Nel parere n. 37654, l'ARAN precisa che la disciplina contrattuale del CCNL Funzioni Centrali si limita a regolare l'articolazione temporale del beneficio, senza aggiungere condizioni ulteriori rispetto a quelle legislative. Pertanto, restano fermi il tetto dei tre giorni mensili, la fruizione alternativa tra gli aventi diritto e l'assenza di sovrapposizioni orarie. Questo chiarimento ha un impatto pratico notevole, perché elimina l'incertezza che gravava su molte richieste di permesso. Le famiglie possono ora pianificare con maggiore serenità l'assistenza, sapendo che è possibile alternarsi anche nella stessa giornata, a patto di rispettare i limiti orari.

Il ruolo dell'amministrazione datrice di lavoro

La maggiore flessibilità non implica una riduzione dei controlli. Quando più dipendenti chiedono permessi per assistere la stessa persona, l'amministrazione deve intensificare le verifiche. In particolare, deve accertare che ciascun richiedente abbia effettivamente titolo al beneficio, monitorare il calendario delle assenze programmate e garantire il rispetto dei termini di comunicazione previsti dal contratto. Diventa essenziale coordinare le domande, perché solo un quadro ordinato permette di sapere in ogni momento chi è assente e per quale parte della giornata. In questo modo, si coniugano le esigenze dei lavoratori con le necessità organizzative dell'ente, evitando abusi e garantendo la continuità del servizio.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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