Luglio è il mese in cui molte famiglie italiane fanno i conti tra spese estive e bilanci da quadrare. Proprio in questo periodo iniziano a circolare le prime stime su quanto varranno gli assegni pensionistici nel 2027. Secondo le proiezioni disponibili, lo scenario sarà più favorevole rispetto al 2026, grazie a un'inflazione attesa in ripresa che si tradurrebbe in un adeguamento quasi doppio rispetto a quello dell'anno in corso.
Meccanismo di perequazione automatica e indice FOI
Il motore degli incrementi si chiama perequazione automatica, uno strumento previsto dall'ordinamento italiano per tutelare il potere d'acquisto dei pensionati dall'erosione dei prezzi. Il parametro di riferimento è l'indice FOI, calcolato dall'Istat al netto dei tabacchi, che fotografa l'andamento reale del costo della vita. Se per il 2026 la rivalutazione si era fermata all'1,4%, le stime contenute nel Documento programmatico di bilancio ipotizzano per il 2027 un tasso del 2,8%, quasi il doppio.
Pensione minima 2027: verso quota 629 euro ma con variabili aperte
Il trattamento minimo pensionistico è oggi fissato a 611,85 euro mensili. Applicando un tasso di rivalutazione del 2,8%, l'importo salirebbe a circa 629 euro, con un incremento mensile di circa 17 euro. Tuttavia, il quadro definitivo dipenderà da alcune decisioni politiche ancora da assumere. La maggiorazione straordinaria introdotta negli ultimi anni, che nel 2026 ha portato il trattamento minimo a 619,80 euro, è in scadenza e dovrà essere rinnovata con apposito provvedimento. Inoltre, la cosiddetta maggiorazione "al milione", oggi pari a 136,44 euro mensili, potrebbe essere elevata a 156,44 euro. A seconda delle scelte, l'assegno complessivo per i pensionati minimi potrebbe attestarsi tra 765 e 785 euro al mese.
Assegno sociale 2027: importo e soglie in aumento
La rivalutazione si estende anche all'assegno sociale, la misura assistenziale per cittadini over 60 privi di reddito sufficiente. Nel 2026 l'importo mensile è di 546,24 euro su tredici mensilità. Con un incremento del 2,8%, si arriverebbe a circa 562 euro, con un guadagno di poco superiore ai 15 euro mensili. L'aumento dell'importo si accompagna a un innalzamento delle soglie reddituali per l'accesso: il limite individuale salirebbe da 7.101 a circa 7.300 euro annui, quello coniugale da 14.202 a 14.600 euro. Sul fronte anagrafico, dal 2027 serviranno 67 anni e 1 mese, con ulteriore slittamento a 67 anni e 3 mesi nel 2028.
Invalidità civile: aumenti contenuti ma significativi
Le prestazioni per le persone con disabilità beneficeranno del 2,8% di rivalutazione. La pensione base per invalidi civili totali, oggi a 340,71 euro mensili, salirebbe a circa 350 euro. Le prestazioni per non vedenti assoluti non ricoverati passerebbero da 368,46 a circa 379 euro, l'indennità speciale per ciechi parziali da 238,14 a circa 245 euro, e l'assegno per ipovedenti gravi si attesterebbe intorno a 260 euro rispetto agli attuali 252,88 euro.
Pensioni ordinarie: rivalutazione progressiva per scaglioni
Anche gli assegni previdenziali standard vedranno crescere l'importo. Su una pensione lorda di 1.000 euro l'aumento sarebbe di circa 28 euro mensili, su 1.500 euro di circa 42 euro, su 2.000 euro di circa 56 euro. La perequazione automatica non opera in modo lineare: si applica piena fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per importi superiori le percentuali si riducono progressivamente per scaglioni, secondo un meccanismo di decalage previsto dalla normativa.