Ticket sanitario 2026, rincari dal 21 settembre · Risoluto
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Ticket sanitario, dal 21 settembre 2026 scattano i rincari su 448 prestazioni ma il tetto di 36,15 euro limita l'aumento

Di Giacomo Cascio
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Ticket sanitario 2026, aumento delle tariffe per 448 prestazioni specialistiche ambulatoriali

Dal 21 settembre 2026 è in vigore il nuovo tariffario nazionale per una parte consistente delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. La revisione riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, che comprendono visite, esami diagnostici e procedure eseguite in ambulatorio, e 222 codici dell'assistenza protesica, ovvero ausili e dispositivi destinati alle persone con disabilità. Il provvedimento, noto come decreto tariffe, ha ottenuto l'intesa in Conferenza Stato-Regioni il 23 luglio 2026 e sostituisce il decreto del Ministero della Salute del 25 novembre 2024, annullato dal giudice amministrativo dopo i ricorsi delle strutture private accreditate.

La vicenda giudiziaria affonda le radici nelle sentenze n. 16400 e n. 16402 del 2025 della Sezione III-quater del Tar del Lazio, depositate a settembre 2025. I giudici hanno ritenuto illegittimo il tariffario precedente per un grave difetto di istruttoria, evidenziando che le tariffe si basavano su dati di costo vecchi, poco trasparenti e insufficienti a coprire le spese reali di chi eroga le prestazioni. Per scongiurare il caos negli ospedali e negli ambulatori, il Tar ha disposto che gli effetti dell'annullamento decorressero solo dopo 365 giorni dal deposito, concedendo al Ministero un anno di tempo per rifare i calcoli. Anche il tariffario della protesica è stato annullato, con la sentenza del Tar Lazio, Sez. III-quater, n. 22313 del 10 dicembre 2025. Da qui la necessità del nuovo decreto, che comporta un aumento medio delle tariffe stimato intorno al 5,8% e un costo aggiuntivo per il sistema sanitario di circa 210,7 milioni di euro l'anno.

Tariffa e ticket non sono la stessa cosa, il tetto dei 36,15 euro protegge molti pazienti

Prima di analizzare le cifre è indispensabile chiarire un punto che genera non poca confusione. La tariffa non corrisponde a quanto il paziente paga allo sportello. La tariffa è l'importo massimo con cui il Servizio sanitario nazionale remunera ospedali, ambulatori pubblici e strutture private accreditate per ogni prestazione. Il ticket è invece la quota eventualmente a carico del cittadino e segue regole nazionali e regionali differenti. In gran parte delle Regioni resta in vigore un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta. Chi non ha esenzioni paga la tariffa, ma senza superare quel limite. Se la tariffa scende sotto il tetto, il paziente paga l'intero importo. Se lo supera, la differenza resta a carico del sistema pubblico. Per questo motivo non ci sarà un aumento identico per tutti i ticket. Secondo le stime del Ministero riportate da Altroconsumo, i cittadini pagheranno complessivamente circa 27 milioni di euro di ticket in più all'anno. Il resto del costo ricade su Stato e Regioni.

Per la prima visita specialistica di base la tariffa sale da 25 a 26 euro. L'aumento riguarda neurologia, ginecologia, ortopedia, pneumologia, endocrinologia, gastroenterologia, chirurgia e fisiatria. La prima visita oculistica passa da 25,80 a 26,80 euro, quella dermatologica o allergologica da 25,40 a 26,40 euro e quella otorinolaringoiatrica da 26,20 a 27,20 euro. I rincari più alti riguardano due prestazioni. La prima visita cardiologica con elettrocardiogramma sale da 33,60 a 38 euro, ma dove vale il tetto il paziente pagherà al massimo 36,15 euro, cioè 2,55 euro in più invece di 4,40. L'agoaspirato della mammella passa da 31,25 a 36,50 euro e il ticket si ferma a 36,15 euro, con un aumento effettivo di 4,90 euro. Per altre prestazioni molto diffuse la differenza è di pochi centesimi. La spirometria semplice passa da 24 a 24,90 euro, l'elettrocardiogramma da 11,60 a 12,05 euro e il prelievo venoso da 3,80 a 4,30 euro. Quest'ultimo ritocco può pesare sulle ricette con più esami del sangue, perché il ticket si calcola sommando le singole voci.

Oltre otto prestazioni su dieci restano invariate, ecco quali

La buona notizia è che oltre otto prestazioni su dieci restano invariate. La visita di controllo resta a 17,90 euro, l'ecografia dell'addome inferiore a 37,80 euro, quella ginecologica a 30,95 euro, la radiografia del torace a 15,45 euro e la densitometria ossea a 31,50 euro. Non cambiano nemmeno esami di laboratorio come emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES. Il nuovo tariffario non tocca il sistema delle esenzioni. Chi ha diritto a non pagare continua a ricevere le prestazioni gratis, qualunque sia la nuova tariffa. Le esenzioni restano quelle previste dai Livelli essenziali di assistenza fissati dal DPCM del 12 gennaio 2017. Sono esenti per età e reddito, con i codici da E01 a E04, i bambini sotto i 6 anni e gli over 65 in un nucleo familiare con reddito entro i limiti di legge. Rientrano anche i disoccupati, i titolari di pensione sociale e i pensionati al minimo con i requisiti richiesti. Restano esenti le persone con malattie croniche o rare riconosciute, per le prestazioni collegate alla loro patologia, gli invalidi secondo le categorie previste, le donne in gravidanza per gli esami del percorso nascita e chi partecipa ai programmi di screening regionali.

Per evitare brutte sorprese conviene controllare con attenzione l'impegnativa. Sulla ricetta devono esserci il codice corretto della prestazione, la distinzione tra prima visita e controllo, il quesito diagnostico, la classe di priorità ed eventualmente il codice di esenzione. Un errore può cambiare l'importo, bloccare la prenotazione o costringere a chiedere una nuova ricetta. Attenzione anche a chi aveva già prenotato. Di solito si applica la tariffa in vigore il giorno della prestazione, anche se la ricetta o la prenotazione sono precedenti al 21 settembre. I tempi di adeguamento dei sistemi regionali possono però variare. Il consiglio è verificare l'importo aggiornato sul portale regionale, sul Fascicolo sanitario elettronico o al CUP, soprattutto se il ticket era già stato pagato in anticipo e potrebbe servire un'integrazione. Per rimanere aggiornati sulle novità normative e giuridiche è possibile consultare le notizie giuridiche e le analisi di approfondimento disponibili online.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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