Mazzette certificati morte, 19 misure a Palermo · Risoluto
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Mazzette per i certificati di morte”, 19 misure a Palermo

Di Veronica Gallo
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Squadra Mobile

A Palermo sono 19 le persone coinvolte in un'inchiesta della Squadra Mobile, sezione Anticorruzione, sul rilascio di certificati di morte relativi a decessi avvenuti in abitazioni private. Al centro dell'indagine ci sono 17 impresari di pompe funebri e due medici legali dell'Azienda sanitaria provinciale, accusati, a vario titolo, di corruzione e, per i due professionisti, anche di falso ideologico.

Gli agenti della Squadra Mobile di Palermo, su delega della Procura, hanno eseguito un'ordinanza del gip che dispone l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti dei 17 impresari funebri.

Per uno dei due medici legali, ancora in servizio, è stata disposta inoltre la sospensione per un anno dallo svolgimento di attività di pubblico servizio. Per il collega, che invece è in pensione, è stato disposto il divieto di esercitare la professione di medico.


“Mazzette per i certificati di morte”: l'indagine a Palermo


Secondo quanto emerge dall'indagine, il procedimento riguarda il rilascio di certificati necroscopici relativi a persone decedute in casa a Palermo. I certificati, secondo l'accusa, sarebbero stati emessi senza che i due medici legali avessero effettuato il controllo sulle persone decedute.

Le attività investigative della Squadra Mobile si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Gli accertamenti, secondo l'accusa, avrebbero permesso di individuare un presunto sistema illecito nel quale erano coinvolti numerosi imprenditori del settore funerario.


Il presunto sistema per il rilascio dei certificati


Secondo la ricostruzione dell'accusa, gli imprenditori funebri si sarebbero recati di buon mattino nelle abitazioni private dei due medici legali. Qui, dietro il pagamento di una somma di denaro concordata, avrebbero ricevuto i certificati necroscopici necessari per ottenere le autorizzazioni comunali relative al trasporto dei cadaveri, all'inumazione e alla cremazione.

Il presunto sistema delle mazzette per i certificati di morte avrebbe quindi consentito il rilascio dei documenti senza il necessario accertamento sulle persone decedute.


Certificati rilasciati senza accertamenti


Sempre secondo l'accusa, i certificati venivano rilasciati a vista e dietro il pagamento di modeste somme di denaro. I due medici legali sono indagati per corruzione e falso ideologico.

L'inchiesta ha portato così a provvedimenti nei confronti complessivamente di 19 persone: 17 impresari di pompe funebri e i due medici legali dell'Asp. Per gli imprenditori è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per i due professionisti sono state adottate le ulteriori misure cautelari legate alla loro attività professionale.

L'indagine si concentra dunque sulle modalità con cui sarebbero stati rilasciati i documenti relativi ai decessi domiciliari e sul presunto pagamento di somme di denaro da parte degli imprenditori funebri.

Veronica Gallo

Veronica Gallo

Content Editor

Digital Marketing Expert e Content Editor. Il suo lavoro si divide tra la creazione di strategie digitali orientate ai risultati e la scrittura di contenuti editoriali. Crede nel valore dell’informazione chiara, strategica e ben raccontata.

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