Palermo torna a rendere omaggio al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo.
Questa mattina, in via Isidoro Carini, si è svolta la cerimonia commemorativa con la deposizione di una corona d’alloro alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e delle principali autorità civili e militari.
Dalla Chiesa era arrivato a Palermo nell’aprile del 1982 con l’incarico di contrastare Cosa nostra, dopo i risultati ottenuti nella lotta al terrorismo. Il suo mandato, durato appena cento giorni, fu segnato dalla difficoltà di agire senza quei poteri straordinari che aveva più volte chiesto.
Il suo assassinio resta uno dei simboli più drammatici della guerra della mafia allo Stato. Ai funerali, il cardinale Salvatore Pappalardo denunciò con forza l’assenza delle istituzioni, richiamando la celebre immagine di Sagunto abbandonata al proprio destino.
Nel giorno dell’anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il generale come un uomo che dedicò la propria vita alla difesa della legalità e delle istituzioni democratiche.
L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, durante la messa in Cattedrale, ha invitato a non limitarsi alle celebrazioni, trasformando invece il ricordo in un impegno quotidiano contro la criminalità e per il bene comune.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato il valore dell’esempio lasciato da Dalla Chiesa, mentre Piantedosi ha indicato nei sequestri e nelle confische dei patrimoni mafiosi uno degli strumenti decisivi per colpire il potere economico delle organizzazioni criminali.
Le commemorazioni proseguiranno con la celebrazione religiosa in Cattedrale e con un momento dedicato alla memoria in via Vittorio Emanuele.
«Carlo Alberto dalla Chiesa rappresenta una testimonianza ancora attuale e concreta di tenacia e spirito di servizio nella lotta alla mafia. La sua fedeltà ai valori dello Stato costituisce un modello che, giorno dopo giorno, deve ispirare chi opera nelle istituzioni.
Con la stessa gratitudine, ricordiamo la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, che condivisero con lui un percorso di vita e professionale.
È anche grazie all’impegno del generale dalla Chiesa, in un contesto difficile come quello dell’epoca, se oggi la mafia è più debole. E proprio seguendo il suo esempio, oggi manteniamo alta la guardia».
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che questa mattina, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e delle autorità civili e militari, ha partecipato in via Isidoro Carini, a Palermo, alla cerimonia di commemorazione delle vittime della strage mafiosa avvenuta il 3 settembre 1982. La Regione Siciliana era presente con una corona di alloro e il gonfalone.
Il presidente della Regione Renato Schifani e il sindaco Roberto Lagalla hanno infine richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione e rafforzare il rapporto tra cittadini, legalità e istituzioni.