Un cittadino straniero è stato deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria dai carabinieri della Stazione di Castelvetrano. L’uomo è indagato per estorsione e occupazione abusiva di un immobile. L’intervento è scattato dopo la denuncia presentata da una vedova pensionata e dal figlio.
La vicenda relativa alla presunta estorsione a Castelvetrano sarebbe legata a un credito che l’indagato sosteneva di vantare nei confronti del figlio della donna. Secondo quanto riferito dai denuncianti ai militari dell’Arma, l’uomo avrebbe minacciato il figlio della pensionata e successivamente avrebbe occupato arbitrariamente un immobile.
Estorsione a Castelvetrano, la denuncia e l’intervento
Sono stati la vedova e il figlio a rivolgersi ai carabinieri raccontando quanto sarebbe accaduto. Sulla base della loro denuncia, i militari della Stazione di Castelvetrano sono intervenuti nell’immobile occupato.
L’operazione ha consentito di liberare l’abitazione dalla presenza dell’uomo. Gli accertamenti sulla presunta estorsione a Castelvetrano sono quindi proseguiti con una perquisizione nei confronti dell’indagato.
Durante il controllo, secondo quanto comunicato dai carabinieri, l’uomo sarebbe stato trovato in possesso di una dose di sostanza stupefacente del tipo crack.
Trovata una dose di crack durante la perquisizione
Il possesso della sostanza stupefacente ha determinato un ulteriore provvedimento nei confronti dell’uomo. Oltre al deferimento in stato di libertà all’Autorità giudiziaria per le ipotesi di estorsione e occupazione abusiva dell’immobile, il cittadino straniero è stato infatti segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti.
L’intervento dei carabinieri ha dunque permesso di riconsegnare l’immobile, liberandolo dall’occupante, mentre la posizione dell’indagato sarà valutata nell’ambito del procedimento giudiziario.
Estorsione e occupazione abusiva, le accuse
La vicenda dell’estorsione a Castelvetrano resta allo stato delle indagini. Le condotte contestate all’uomo riguardano, in particolare, la presunta minaccia nei confronti del figlio della pensionata e la successiva occupazione arbitraria dell’immobile, che sarebbe avvenuta sulla base del credito che l’indagato sosteneva di vantare.
Come precisato nel comunicato dei carabinieri, deve essere rispettato il principio della presunzione di innocenza. Le eventuali responsabilità penali dell’indagato potranno essere definitivamente accertate soltanto con una sentenza passata in giudicato.